Al suo primo film Pier Paolo Pasolini realizza con Accattone un folgorante capolavoro. In tutti i 150 metri di pellicola (e nella innumerevole serie di fotografie di scena prodotte da Pasolini nell’estate del 1960) la sua visione epico-religiosa del mondo si fa finalmente immagine. Anche grazie alle citazioni di Dante (Purgatorio V, 104-107) e di Bach (La Passione secondo Matteo) presenti nelle prime scene, Pasolini ci mette subito davanti al problema del mistero religioso scegliendo il miserabile Accattone, ultimo tra gli ultimi, come protagonista di questo cammino di redenzione. Pasolini presenta il mondo dei dimenticati, il mondo tra i quali si muoveva Cristo, con sensibile religiosità e carità cristiana; mescolando pittura, musica, poesia e luce, riesce ad evocare suggestioni spiazzanti che fanno emergere in primo piano i volti e le vite degli emarginati, visti mai con lo sguardo di chi giudica, ma con lo sguardo d’amore che vediamo nel Vangelo.,Un importante contributo per conoscere o ritrovare quella cultura unita e complessa, fatta di arte, poesia, musica e certamente umanità, che sopravvive ormai in pochi testimoni viventi e che, grazie ai libri e alle testimonianze o a film come questo, arriva fino a noi riaprendo squarci di umanità per il tempo contemporaneo.,Cristiano Fieramonti,