L’incipit ci riporta al primo episodio, anzi prima, spiegandoci come si passò da una normale giornata  americana all’attacco alla Terra da una misteriosa specie aliena. Il padre Lee e la madre Evelyn sono subito molto decisi nel proteggere i propri figli, la sordomuta Regan e il più piccolo Marcus, mentre sprofondano nella disperazione. Poi si passa al presente “narrativo”, poco più di un anno dopo: Evelyn e i suoi due figli sono ormai soli, dopo la morte di Lee. E devono star attenti a non fare il minimo rumore, pena essere trovati e ammazzati da alieni misteriosi che non ci vedono – e quindi non li vedono – ma hanno un udito incredibile e si appoggiano su quello per catturare e sbranare gli umani. La donna, nelle peregrinazioni con i suoi due figli e un neonato, incontra un  uomo solitario che li aiuta ma non vuole saperne di dividere il nascondiglio con loro: Emmett era un amico della loro famiglia, prima che tutto iniziasse, e ora si divide tra fughe, reazioni agli alieni e rimpianti su chi ha perso brutalmente.

Tre anni fa A Quiet Place  – Un posto tranquillo si fece notare come un horror di fantascienza inventivo e originale (i gioco sui suoni, in un mondo in cui ci si salva solo con il silenzio) ma non fine a stesso, anzi carico di significati: dal terrore per la sorte dei propri cari all’amore che è più forte della paura, fino al sacrificio per amore dei figli. Nel secondo episodio, che parte alla grande con il flashback da mini prequel, si confermano le ottime doti di regista di John Krasinski, finora noto solo come buon attore non di primo piano (nato come comico televisivo). In A Quiet Place II c’è grande tensione e spaventi per un pubblico in cerca di emozioni forti ma anche qualità di recitazione, cura per la regia che ci fa sentire l’orrore imminente nei luoghi fatiscenti.

Però l’aspetto originale si perde un po’, pur se la famiglia è ancora il valore fondante dell’opera, e con il passare dei minuti prevale sempre di più l’aspetto thriller ed action. E mentre i due figli, interpretati dai bravi Millicent Simmonds e Noah Jupe, prendono sempre più spazio al posto della madre Evelyn Abbott (la grande Emily Blunt) e si inserisce il nuovo personaggio di Emmett incarnato bene da Cillian Murphy, il finale aperto anzi apertissimo ci rimanda direttamente al prossimo episodio. Detto questo, rimane un ottimo film, indicato soprattutto agli amanti del brivido ma che può essere apprezzato anche da chi ama un film ben fatto e che non usi la tensione e la paura come elementi fini a se stessi.

Antonio Autieri

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