A Quiet Place – Giorno 1 vede protagonista Samira, una giovane poetessa malata di cancro ricoverata in una clinica in periferia. Un infermiere porta lei (accompagnata dal suo gatto Frodo) e altri malati in una gita a New York per vedere uno spettacolo di marionette. Samira però ci va soprattutto con l’idea di approfittarne per mangiarsi una buona pizza. La giornata non va come Samira immaginava perché la città è messa a soqquadro da una violenta invasione aliena. Samira riesce a sopravvivere e si rifugia in un luogo chiuso assieme ad altre persone, tutte consapevoli che le creature aliene, feroci e assassine, sono molto sensibili ai rumori però non vedono e hanno paura dell’acqua. Dopo massacri e incontri casuali, Samira si trova a unire il proprio destino con quello di Eric, uno studente universitario britannico di giurisprudenza, a New York. I due, oltre all’immancabile Frodo, cercano di raggiungere il molo per imbarcarsi e fuggire.

A Quiet Place – Giorno 1 è il prequel spin-off dei fortunatissimi A Quiet Place – Un posto tranquillo (geniale e imperdibile) e A Quiet Place II (altrattanto valido) di John Krasinski e racconta, appunto, il primo giorno dell’invasione aliena. Il regista Michael Sarnoski, pur senza particolari colpi di genio o novità, realizza un film con la giusta dose di suspense e che sa intrattenere. Chi ha visto i primi due film ritroverà le stesse atmosfere e riferimenti espliciti alla saga di Alien, piuttosto che a Io sono Leggenda con le tante scene in cui la protagonista Samira, una brava Lupita Nyong’o, cammina sola per le strade deserte e in macerie; qui è accompagnata dal suo gatto mentre Will Smith in Io sono leggenda, girava con un cane. Non mancano poi riferimenti al dramma delle Torri Gemelle con le scene in cui un’umanità impaurita scappa in mezzo alla polvere e alla cenere della distruzione causata dagli alieni.

A Quiet Place – Giorno 1, che rende omaggio anche ai classici B Movies che mischiano fantascienza a tinte thriller/horror, è un buon prodotto di genere, che non entrerà nella storia dei migliori film di Hollywood ma che in poco più di 90′ (e la durata è un merito) regala al pubblico una buona avventura in cui non si può non parteggiare per la salvezza di Samira, di Eric (Joseph Quinn) e del simpatico Frodo. Piccolo ruolo anche per Djimon Hounsou.

Stefano Radice

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