Non brilla forse per originalità questa commedia romantica alla napoletana che l’attore Giampaolo Morelli scrive (da un suo romanzo), dirige e interpreta accanto a Serena Rossi (con cui aveva già recitato nei napoletanissimi Song’e Napule e Ammore e Malavita), cercando di mettere insieme le suggestioni alla Hugh Grant con la tradizione partenopea (non manca un omaggio alla canzone neomelodica).

Il suo protagonista, Giulio, è un maschio tutt’altro che macho, appassionato di cubi di Rubik, che si avvia sottomesso e felice verso l’altare accanto alla sua fidanzata storica Giorgia, salvo sorprenderla (colpa del traffico e di una manifestazione) tra le braccia del suo capo.Costretto a smettere i panni dell’esperto di economia, si trova a scrivere su un’improbabile rivista online (il direttore è un Vincenzo Salemme un po’ sopra le righe ma simpatico), spedito in giro per la città a scrivere articoli sugli argomenti più assurdi.

È così che la sua strada incrocia quella di Valeria, per molti versi il suo esatto opposto: quanto ingenuo e garbato è lui, tanto decisa e cinica è lei, convinta che gli esseri umani sono fatti solo di reazioni a impulsi biologici legati alla sopravvivenza e alla riproduzione e che quindi convenga sfruttarli per conquistare chi si vuole; tanto niente è destinato a durare. Quanto ci vuole? Nemmeno troppo, a saper toccare le corde giuste esattamente sette ore.

Lo spettatore avveduto intuisce fin da subito che dietro le teorie di Valeria c’è un grande dolore (non abbiamo visto centinaia di commedie romantiche invano) e che soprattutto che anziché correre dietro a Giorgia, Giulio dovrebbe guardare altrove per trovare la sua felicità.

Il prevedibile anche se inconsapevole corteggiamento prosegue per binari noti, con qualche deviazione tutta locale come la ricerca della compagna di classe responsabile del rifiuto originario che ha minato l’autostima di Giulio, oggi cantante neomelodica dallo stile esagerato e dal dialetto incomprensibile (si procede con sottotitoli come in Gomorra) ma dal cuore tenero.

Per rinfrescare una trama piena di già visti il film – che vede nel cast anche Diana Del Bufalo e Massimiliano Gallo – si appoggia, oltre che sulla verve dei suoi protagonisti, su un uso quasi sfacciato e cartolinesco della bellezza di Napoli, dove i delinquenti fanno capolino al massimo per una scazzottata mentre per il resto viaggiamo tra le ville di Posillipo, i club nautici e un centro storico pulito e luminoso che sembra uscito da un film americano.

Per questo, se non si pretende di trovare in 7 ore per farti innamorare un epigono di Notting Hill, si possono passare due ore con una storia di buoni sentimenti che ricorda una volta di più come l’amore non sia affatto come la guerra, e anzi alla fine l’arma migliore non sia chissà quale tecnica ma il coraggio di essere se stessi e di mettere a rischio il proprio cuore.

Laura Cotta Ramosino