7 donne e un mistero è ambientato nell’Italia degli anni 30. Il mattino della vigilia di Natale, il capofamiglia Marcello viene trovato morto. Ad ucciderlo non può che essere stata che una delle sue donne di famiglia. Ognuna ne avrebbe motivo: la moglie Margherita non lo amava più; la cognata Agostina è sempre stata respinta; la figlia Susanna aveva un segreto da rivelare e la giovane Caterina è sempre stata una ribelle; l’amante Veronica aveva sempre accesso alla camera; la suocera Rachele non lo voleva aiutare economicamente e la domestica Maria non era certo indifferente al fascino di Marcello…

Alessandro Genovesi con 7 donne e un mistero porta su grande schermo una sua reinterpretazione di 8 donne e un mistero di François Ozon del 2002, a sua volta tratto da una pièce teatrale del 1958. L’idea è quella di combinare il classico giallo alla Agatha Christie con i toni della commedia che Alessandro Genovesi conosce bene, basti pensare a Il peggior Natale della mia vita, La peggior settimana della mia vita o 10 giorni senza mamma. Questa operazione, però, è riuscita a metà perché se il film parte in modo convincente, non riesce poi a raggiungere quel ritmo e coinvolgimento dello spettatore che ci aspetteremmo quando si deve risolvere un caso di omicidio e che si sente soprattutto negli snodi cruciali della vicenda. Inoltre, man mano che la storia si dipana e che le singole sospettate svelano i loro segreti più intimi alle altre, ne emerge la rappresentazione di un mondo femminile molto acido, insensibile, materiale, pronto a farsi la guerra e ad approfittarsi dell’unico uomo di casa. Forse proprio per evitare questa lettura, in piena era #metoo Genovesi aggiunge un finale all’insegna della solidarietà femminile che risulta un po’ forzato. Per quanto riguarda il cast, Margherita Buy (Margherita) e Luisa Ranieri (Maria) svettano su tutte le altre interpreti; convince anche Ornella Vanoni nel ruolo di Rachele cui vengono affidate le battute più acide della sceneggiatura mentre Micaela Ramazzotti è meno brillante del solito nel ruolo della femme fatale Veronica. Completano il gruppo Benedetta Porcaroli (Caterina), Diana Del Bufalo (Susanna) e Sabrina Impacciatore (Agostina). Belle la ricostruzione dell’ambiente anni 30 e i costumi per un film che lascia l’impressione che avrebbe potuto essere molto più convincente.

Aldo Artosin

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