Nonostante gli sceneggiatori siano gli stessi di A Quiet Place, nonostante Adam Driver sia un attore perfettamente a suo agio nei film di fantascienza con un’arma laser in mano, 65 – Fuga dalla Terra è un vero spreco per un film che avrebbe dalla sua il potenziale di una combinazione di fantascienza e horror e che invece si rivela noioso e ripetitivo, al punto di desiderare che il finale (ampiamente prevedibile) arrivi il prima possibile.

Driver impersona Mills, un uomo che per avere i soldi necessari a curare la figlia malata (Chloe Coleman) accetta un incarico di due anni alla guida di una nave spaziale. Una nuvola di meteoriti costringe però la nave a un brusco atterraggio su un pianeta sconosciuto, che si rivela essere la Terra di 65 milioni di anni fa, invasa da spaventosi dinosauri ma anche cosparsa di insidie come sabbie mobili, laghi di catrame e quant’altro. I soli sopravvissuti al disastro sono il comandante e una ragazzina, Koa (Ariana Greenblatt), che però non parla la lingua di Mills. L’impossibilità di capirsi genera ovviamente la difficoltà di avvertirsi reciprocamente dei pericoli, ma non fa scattare nello spettatore alcuna emozione, se non nei momenti nei quali Mills vede nella bambina il riflesso della figlia rimasta a casa in un’altra galassia.

Come in A Quiet Place ci sono momenti di tensione nei quali il minimo rumore potrebbe essere la catastrofe o la morte improvvisa ma, a differenza dell’altro film, in 65 – Fuga dalla Terra manca quel senso di paura viscerale che un film del genere – scritto e diretto da Scott Beck e Bryan Woods – dovrebbe offrire (e notare che tra i produttori c’è anche Sam Raimi, uno che di paura se ne intende).

Per quanto mediocre sia la maggior parte del film, la scena finale è un po’ meno peggio. In questa il film esplode in un folle carosello tra umani e mostri, sfruttando al meglio alcuni effetti speciali ben riusciti oltre alla fisicità di Driver, un attore che, per le capacità fisiche ed espressive, meriterebbe un film migliore di questo. Ci vuole troppo tempo perché 65 – Fuga dalla Terra diventi lo spettacolo che avrebbe dovuto essere fin dall’inizio. E quando finalmente si avvicina al suo pieno potenziale, ormai è ora di uscire.

Beppe Musicco

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