Ai nostri tempi. Un virus d’incalcolabile potenza, ha praticamente infettato l’intero pianeta, riducendo l’umanità a larve dominate dall’istinto. Un ragazzo, ventotto giorni dopo, l’inizio del dramma, si sveglia dal coma in un ospedale deserto. E si ritrova solo…

Fanta – horror apocalittico firmato da Danny Boyle, acclamato regista di Trainspotting e caduto presto nel dimenticatoio dopo due pessimi film (Una vita esagerata, The beach). Girato in economia (cast quasi sconosciuto, riprese in digitale, effetti special ai minimi termini) 28 giorni dopo riprende il filone catastrofico, ultimamente caduto in disuso, aggiornandolo con tecniche moderne, dosi massicce di riferimenti all’horror d’annata (gli zombies di George A. Romero; molto ‘splatter’) e un’attualissima paura del contagio. Il risultato è però sotto alle aspettative sia per il messaggio piuttosto banale riferito alla società di oggi (da un punto di vista morale non c’è gran differenza tra infetti e non infetti), sia per una certa sciatteria ed approssimazione nella conduzione della storia che lascia alquanto perplessi (si pensi al deludente finale).

Simone Fortunato