Vincono i migranti di Fuocoammare di Gianfranco Rosi e Vi presento Toni Erdmann di Maren Ade. La commedia tedesca (amara), già passata in concorso a Cannes, non solo è il miglior film europeo agli Efa 2016 (European Film Awards), ma ottiene ben altri quattro premi tutti importanti, cinque riconoscimenti su cinque candidature.

Ma anche l’Italia ha avuto la sua vittoria, appunto con il documentario di Gianfranco Rosi sui migranti di Lampedusa. «Abbiamo costruito un mondo pieno di muri, violenza e intolleranza in cui non vengono riconosciuti i diritti umani. È passato tempo, ma questi migranti continuano a venire dal mare a chiedere il nostro aiuto. Questo premio vuole abbattere queste barriere tra noi e loro. E questo con un’Europa che non fa il suo dovere». Con queste parole il regista ha ritirato il premio nella città polacca di Wroclaw, dove si svolgeva sabato 10 dicembre la serata di consegna delle statuette dei cosiddetti “Oscar europei”, come miglior documentario per il suo Fuocoammare, assegnatogli alla 29ma edizione degli European Film Awards. Ancora un risultato vincente per il documentario che, dopo l’Orso d’Oro a Berlino, è appena entrato nella shortlist della categoria “doc” agli Academy Awards con quest’opera che racconta una Lampedusa, frontiera d’Europa, tra immigrazione e solidarietà ( ma corre per l’Italia anche tra i migliori film stranieri, insieme ad agguerriti rivali “di finzione”).

Ma il vero vincitore di questa edizione degli Efa è stata appunto la commedia Vi presento Toni Erdmann, della regista tedesca Maren Ade. Una storia di un’educazione alla vita da parte di un padre “clown” verso una figlia troppo depressa che ha dato alla Ade, oltre la vittoria come miglior film, anche il premio come miglior regista, sceneggiatrice e la doppietta con gli attori: premio miglior attore a Peter Simonischek e miglior attrice Sandra Huller (che ha sconfitto la nostra Valeria Bruni Tedeschi, in corsa per l’Italia con La pazza gioia di Paolo Virzì).

Commozione per il premio onorario ad Andrzej Wajda, presentato da Wim Wenders che ha detto del regista polacco scomparso nell’ottobre scorso: «Ha fatto film per 65 anni, una prova della sua tenacia. Un premio che non va solo al tuo lavoro – ha detto Wenders rivolgendosi direttamente a Wajda – ma per ciò che hai rappresentato, per il tuo senso di responsabilità, per la tua coscienza morale e questo attraverso difficoltà personali e storiche».

Miglior Film d’animazione europeo è risultato La mia vita da zucchina di Claude Barras mentre miglior commedia Europea è per il 2016 a A Man Called Ove di Hannes Holm.