Girotondo d’amori attorno a Cho Mo-wan, scrittore di romanzi di fantascienza.,Cosa è 2046? Un mondo lontano, creato da uno scrittore di romanzi d’appendice. Lo si raggiunge prendendo un treno, popolato da androidi con visi di porcellana, un viaggio nel tempo da cui è difficile tornare indietro. 2046 è anche il numero di una stanza d’albergo dove una bella ragazza trascorre le sue giornate. Oppure è soltanto un luogo mentale dove si vive prigionieri dei ricordi di trascorse storie d’amore?,Sequel ideale di In the mood for love, opera che rese celebre il regista di Hong Kong Wong Kar Wai, il film mostra il seguito della vita di Cho Mo-wan, amante infelice divenuto cinico e mondano voyeur. Tra locali alla moda, ristoranti affollati e squallide pensioni si dipana il gomitolo di ricordi del protagonista sempre circondato da donne di straordinaria bellezza. Un viaggio cerebrale (che diventa fisico nel suo romanzo di fantascienza) tocca allo scrittore per trovare la chiave nascosta nelle immagini iniziali del film. Più ci si addentra nel ricordo, meglio riaffiorano i particolari e più difficile è abbandonarli. ,Un melò che mescola i melodrammi di Douglas Sirk ai toni riflessivi del francese “L’anno scorso a Marienbad”: di uno prende l’eleganza, dai vestiti alla fotografia ovattata (opera dell’australiano Christopher Doyle) e dell’altro la creazione di una nuova dimensione temporale. A prevalere è la voglia di commuovere mettendo in scena l’impossibilità del creare un lieto fine per chi non lo ha mai voluto vivere. Schiavo del passato e proiettato in un futuro impossibile, Cho Mo-wan diventa l’icona del mondo di Hong Kong, terra di sfavillante bellezza in bilico tra Oriente e Occidente. Un mondo struggente che guarda la sua fine: il 2046 anno in cui la città, perdendo il suo statuto speciale, diventerà una qualsiasi metropoli cinese. ,Daniela Persico