Carlo e Giulia Rovelli sono di nuovo ai ferri corti. Dopo aver lasciato il lavoro, Carlo si dedica alla casa e alla cura dei figli Camilla, Tito e Bianca. Ormai è stanco e vorrebbe tornare a lavorare. La carriera di Giulia, invece, va a gonfie vele. Addirittura le propongono un nuovo ruolo e una promozione, ma prima dovrà fare un colloquio a Stoccolma, il 24 dicembre, lasciando sola la famiglia proprio durante le Feste. Dopo una dura lite, Carlo se ne va di casa tornando il giorno dopo con il vecchio camper mai rottamato e propone alla famiglia di andare tutti a Stoccolma per passare così insieme il Natale. A parte la piccola Bianca, sono tutti riluttanti. Arrivati in Austria, si perdono e durante una tormenta di neve, investono un vecchio uomo che dice di essere il vero Babbo Natale; si è perso e chiede un passaggio fino in Svezia, per poi andare a casa sua in Finlandia…

Dopo il grande successo di 10 giorni senza mamma, con 10 giorni con Babbo Natale torna la squadra composta da Alessandro Genovesi alla regia (e alla sceneggiatura insieme a Giovanni Bognetti), Fabio De Luigi e Valentina Lodovini nei panni di Carlo e Giulia, Angelica Elli, Bianca Usai e Matteo Castellucci in quelli di Camilla, Bianca e Tito. A loro si aggiunge Diego Abatantuono nel ruolo di Babbo Natale. Se il primo film puntava più su gag comiche esilaranti, 10 giorni con Babbo Natale spinge meno su quel tasto essendo la classica commedia per famiglie da vedere durante le feste. Si conferma la sintonia tra i protagonisti, a cominciare dal feeling tra De Luigi e Lodovini, e anche le dinamiche familiari funzionano. A loro si aggiunge un Abatantuono discretamente in forma che regala divertenti siparietti soprattutto con De Luigi.

Al centro del acconto c’è la famiglia moderna con tutte le sue fatiche, incomprensioni e frustrazioni. Ognuno, in casa Rovelli, chiede qualcosa agli altri: Carlo vorrebbe che si capisse che ha bisogno di tornare a lavorare e vorrebbe più attenzioni; Giulia si lamenta perché nessuno le chiede mai come stia; Camilla è in piena crisi da adolescente ribelle; Tito soffre per le liti tra genitori e assume provocatori atteggiamenti razzisti e fascistoidi (questa, nel contesto del film, è decisamente un’esagerazione che stona); la piccola Bianca, invece, è l’elemento ottimista che fa sorridere tutti.

Come si può prevedere, il viaggio verso Stoccolma servirà a ognuno di loro per scoprire le vere priorità e per ricompattarsi, venendo ognuno incontro alla esigenze degli altri, aiutati dalla saggezza di Babbo Natale. Il film di Genovesi non regala sorprese e non ha particolari guizzi geniali, ma funziona e si fa apprezzare come road movie dai buoni sentimenti. Film come questi avrebbero avuto il loro bello spazio al cinema in queste settimane; ora si può vederlo su Amazon Prime Video.

Aldo Artosin