Roland Emmerich nella sua carriera è legato soprattutto a film di grande spettacolarità (i più noti sono “Indipendence Day” e “The Day After Tomorrow”), anche se spesso di scarsa sostanza e a volte di scarso successo (“Godzilla” del 1998, fu un notevole flop, rispetto alle attese).,Con 10.000 A.C. il regista cerca di dar vita alla storia degli abitanti della Terra di migliaia di anni fa (10.000 anni prima di Cristo appunto), quando gli uomini erano soprattutto cacciatori, e probabilmente la loro vita era dominata da spiriti, profezie e rapporto con la natura.,Su tutta la storia spiccano le vicende di D’Leh, divenuto eroe per la sua tribù per aver ucciso da solo – senza volerlo – un mammut, e dell’orfana Evolet, sua innamorata.,L’arrivo di una tribù di predatori e assassini (ribattezzati “demoni a cavallo”) costringe D’Leh a iniziare un viaggio insieme ad un manipolo di amici, per salvare gli abitanti del villaggio rapiti, tra cui l’amata Evolet.,In questo viaggio D’Leh da cacciatore diverrà vero e proprio guerriero, libererà gli schiavi, sconfiggerà i cattivi, e salverà la sua bella (prima morta, poi miracolosamente “resuscitata” grazie allo spirito di una maga del villaggio).,Difficile non mettersi dalla parte dell’eroe, anche se di appassionante in questo film c’è davvero poco. Storia troppo banale e scontata, personaggi clichè, e anche dettagli, diciamo la verità, piuttosto ridicoli e inutili.,Alla fine le uniche cose che in parte si salvano sono gli effetti speciali, che in alcuni momenti danno un po’ di ritmo alla storia, e le bestie che abitano le vicende.,Ma sono ben poca cosa. E noi preferiamo comunque chi gli effetti speciali li sa mettere al servizio di una storia che interessa davvero. Spielberg docet.,Cristiano Fieramonti