A Venezia trionfa “Roma”

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Leone d’oro per il film messicano di Alfonso Cuaron, prodotto da Netflix. Tutti i vincitori della Mostra del cinema 2018

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Mai come quest’anno, dopo pochi giorni, sembrava esserci un vincitore annunciato per il Leone d’oro della 75ma edizione della Mostra di Venezia (29 agosto-8 settembre): Roma di Alfonso Cuaron. Anzi, già alla vigilia era il titolo e il nome sulla bocca di tutti per due motivi – come dire – dietrologici: prodotto dalla piattaforma Netflix, che si è vista spalancare le porte da Venezia mentre Cannes gliele aveva sbarrate, se vincesse si confermerebbe un asse di ferro con la Mostra; soprattutto, vuoi vedere che il presidente di giuria Guillermo del Toro farà vincere il connazionale e suo grande amico? Ma si sussurrava anche della grande qualità estetica dell’opera, che riportava Cuaron in patria e agli inizia più autoriali, prima di andare a Hollywood (dove comunque ha fatto solo grandi film). Poi, a visione avvenuta, ci si è resi conto che in effetti il film era notevolissimo e poteva davvero vincere solo in base alle sue qualità. I voti della critica internazionale erano dalla sua parte. Anche se non vuol dire: le giurie sono imprevedibili.

Detto questo, e che anche tra noi i consensi erano molto alti (due su cinque dei nostri inviati lo mettevano in testa al terzetto delle proprie preferenze), a chi scrive il film continua a sembrare un altissimo compromesso tra qualità stilistiche e sostanza, con una storia che mette al centro il valore della donna nella società, e di una donna in una storia di sofferenza e capacità di dedizione agli altri. Ma ci rimane un pizzico di perplessità per quelle studiate lentezze che sono l’esasperazione del cinema d’autore, e che non aggiungono nulla al racconto ma solo al “metraggio”: caratteristiche che sembrano, fra l’altro, connotare  gli autori “finalmente liberi” che si fanno produrre da Netflix… Ma come vincitore, Roma ci può stare eccome. Soprattutto se pensiamo che in un recente passato hanno vinto film come il venezuelano Desde Allà (premiato proprio da una giuria presieduta da Cuaron) o il film svedese Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza… E poi come compatrioti, Del Toro poteva premiare un autore esclusivamente di film “da festival” come Carlos Reygadas, con le sue tre ore di sequenze dilatatissime: insomma, è andata bene.

La giuria non ha dimenticato neanche altri favoriti della vigilia: il Leone d’argento è andato al greco Yorgos Lanthimos per The Favourite, il suo sulfureo affresco della corte inglese del XVIII secolo; personalmente non ne siamo entusiasti, ma ci pare azzeccato il premio alla sua attrice, la “regina” Olivia Colman. Ci sarebbe da ricordare che i premi doppi erano caldamente consigliati fino a pochi anni fa (con “acrobazie” che generavano pasticci), deve essere cambiato qualcosa. Come confermano i due riconoscimenti anche per The Nightingale dell’australiana Jennifer Kent, unica donna in giuria con un film di vendetta femminile con momenti di efferata violenza: il premio Marcello Mastroianni per l’attore emergente Baykali Ganambarrci sorprende un po’ ma ci può stare; il Premio speciale della giuria al film ha invece spiazzato parecchi. E anche noi. Ma tornando ai premi principali, siamo più che soddisfatti per il premio per la regia a Jacques Audiard per il suo western The Sisters Brothers, molto meno per la sceneggiatura al film dello stesso genere – ma tono completamente diverso – dei fratelli Coen, che ne hanno scritte di molto superiori. Mentre la coppa Volpi a Willem Dafoe nei panni di Vincent van Gogh è meritata.

Nel complesso la giuria ha consegnato un “verdetto” finale equilibrato e accettabile (rimangono fuori ottimi film, ma i premi sono pochi per 21 titoli in gara). Come giudizio finale, la Mostra ha avuto un concorso mediamente di buon livello, ma non sono mancati un paio di film di basso livello e alcune delusioni rispetto alle aspettative (ovviamente, non è materia scientifica ma puramente soggettiva). Quanto alle polemiche che infuriano sul rischio che il vincitore, anzi un paio di premiati non passino dalle sale essendo prodotti da una piattaforma streaming che di per sé punta all’esclusiva e a non condividere con altri “canali”i propri film, la preoccupazione è condivisibile. Negli Usa per evitare “ostracismi” una uscita in cinema “selezionati” sarà prevista per tutti i film con ambizioni di corsa all’Oscar (anche perché il regolamento parla di almeno una settimana di proiezioni per essere candidabili), ma da noi? Si dice che almeno il film di Cuaron, per esplicita richiesta dell’autore, dovrebbe uscire almeno in alcuni paesi europei tra cui il nostro. Vedremo se sarà così. In caso contrario, è facile pensare che le scelte veneziane – non tanto della giuria, quanto della Biennale – di lasciare campo libero a Netflix continueranno a far discutere.

Antonio Autieri

I PREMI DI VENEZIA 75

La Giuria di Venezia 75, presieduta da Guillermo del Toro e composta da Sylvia Chang, Trine Dyrholm, Nicole Garcia, Paolo Genovese, Malgorzata Szumowska, Taika Waititi, Christoph Waltz, Naomi Watts, ha assegnato i seguenti premi:

LEONE D’ORO per il miglior film a: Roma di Alfonso Cuarón (Messico)

LEONE D’ARGENTO – GRAN PREMIO DELLA GIURIA a: The Favourite
di Yorgos Lanthimos (Gran Bretagna, Irlanda, USA)

LEONE D’ARGENTO – PREMIO PER LA MIGLIORE REGIA a: Jacques Audiard
per il film The Sisters Brothers (Francia, Belgio, Romania e Spagna)

COPPA VOLPI per la migliore interpretazione femminile a: Olivia Colman
nel film The Favourite di Yorgos Lanthimos (Gran Bretagna, Irlanda, USA)

COPPA VOLPI per la migliore interpretazione maschile a: Willem Dafoe
nel film At Eternity’s Gate di Julian Schnabel (USA, Francia)

PREMIO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a: Joel Coen e Ethan Coen
per il film The Ballad of Buster Scruggs di Joel Coen e Ethan Coen (USA)

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA a: The Nightingale di Jennifer Kent (Australia)

PREMIO MARCELLO MASTROIANNI a un giovane attore o attrice emergente a:
Baykali Ganambarr nel film The Nightingale di Jennifer Kent (Australia)

Premio Venezia Opera Prima

La Giuria Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” della 75. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, presieduta da Ramin Bahrani e composta da Kaouther Ben Hania, Carolina Crescentini, Kanako Hayashi e Gastón Solnicki, assegna il:

LEONE DEL FUTURO
PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA “LUIGI DE LAURENTIIS” a:

Yom Adaatou Zouli (The Day I Lost My Shadow)
di Soudade Kaadan (Repubblica Araba Siriana, Libano, Francia, Qatar), presentato nella sezione Orizzonti
nonché un premio di 100.000 USD, messi a disposizione da Filmauro di Aurelio e Luigi De Laurentiis, che sarà suddiviso in parti uguali tra il regista e il produttore.

  • Premi sezione Orizzonti

MIGLIOR FILM:

Kraben Rahu (Manta Ray)
di Phuttiphong Aroonpheng (Thailandia, Francia, Cina)

MIGLIORE REGIA:
Emir Baigazin
per il film Ozen (The River) (Kazakistan, Polonia, Norvegia)

il PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA ORIZZONTI a:
Anons (The Announcement)
di Mahmut Fazıl Coşkun (Turchia, Bulgaria)

MIGLIORE INTERPRETAZIONE FEMMINILE:
Natalya Kudryashova
nel film Tchelovek Kotorij Udivil Vseh (The Man Who Surprised Everyone) di Natasha Merkulova e Aleksey Chupov (Russia, Estonia, Francia)

MIGLIOR INTERPRETAZIONE MASCHILE:
Kais Nashif
nel film Tel Aviv on Fire di Sameh Zoabi (Lussemburgo, Francia, Israele, Belgio)

MIGLIORE SCENEGGIATURA:
Pema Tseden
per il film Jinpa di Pema Tseden (Cina)

  • Premi sezione Venezia Classici

MIGLIOR DOCUMENTARIO SUL CINEMA: The Great Buster: A Celebration
di Peter Bogdanovich (USA)

MIGLIOR FILM RESTAURATO: La notte di San Lorenzo
di Paolo e Vittorio Taviani (Italia, 1982)

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Scrivo di cinema dal 1992. E dal 1994 dirigo giornali, giornalini, ora testate on line...