Unknow – Senza identità

Unknow – Senza identità

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A Berlino, un medico, in città per una conferenza, perde la memoria dopo un incidente. Ma al suo risveglio nessuno pare riconoscerlo, nemmeno la moglie…

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Solido thriller dell'identità diretto con sicurezza dal regista spagnolo di Orphan e soprattutto ben sceneggiato, nonostante qualche incongruenza. La storia, intrigante, si nutre di suggestioni del grande cinema del passato: dal Frantic di Polanski a un bel pezzo delle filmografia dell'immancabile Hitchcock, citato più volte e in particolare in una bella sequenza in una galleria d'arte, praticamente un calco del celebre pedinamento de La donna che visse due volte. Liam Neeson, efficace come sempre, è Martin Harris: solo, ferito in una città che non conosce, non può contare su nessuno e deve ritrovare sua moglie. E' la stessa idea proprio di Frantic: là era Harrison Ford, anche lui medico, a dover raccapezzarsi in un enigma con al centro la moglie in una città straniera, Parigi. Qui c'è un altro medico che, in una Berlino fredda e indifferente, dovrà ricostruire i momenti immediatamente precedenti all'incidente. Lo aiuterà una bella tassista clandestina. Usando molto bene le location (finalmente una città che non è soltanto sfondo di cartolina), Collet-Serra gioca con le attese dello spettatore, dirigendo bene il cast internazionale ma ben amalgamato: regala al pubblico almeno una sequenza di spionaggio d'altri tempi – il duello tra Bruno Ganz e Frank Langella – gestisce bene suspense e sorpresa tenendo coperta fino all'ultimo la carta vincente. Peccato solo, che in questo thriller dal sapore antico, molto essenziale anche nell'uso non insistito della violenza, con un bell'inseguimento in macchina tra le vie della città, dopo il colpo di scena tanto atteso troppi nodi vengono al pettine e le incongruenze si fanno insistenti: i personaggi di Langella e Quinn sono liquidati un po' frettolosamente e soprattutto il tono e il registro del film si fanno più pesanti e fracassoni, più vicini alla serie di Jason Bourne o a un film come Salt. Ma nel complesso, non è male. Curato nei dettagli, nella direzione degli attori, scrupoloso nella scrittura, Unknow – Senza identità è un thriller che non serve al pubblico grossolane e spettacolari situazioni, ma conduce lo spettatore tra le pieghe dell'enigma, costringendolo, attraverso indizi e falsi indizi, a a dubitare anche delle (apparentemente) inconfutabili verità.,Simone Fortunato

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