Due giovani nel pieno dell’età, Léa e Adrien, e un fratellino non udente di nome Théo. Sono loro che sono costretti a passare le vacanze estive nella fattoria del nonno Paul, in Provenza. I tre non conoscono il nonno, che ruppe con sua figlia e loro madre prima della loro nascita. Léa e Adrien non avrebbero alcuna intenzione quindi di passare del tempo con lui (oltre tutto non avvisato dalla  moglie italiana, nonna Irene, dei tre giovani ospiti), ma la situazione di imminente divorzio dei loro genitori non li lascia scelta. Quella casa di campagna è per loro la negazione di quello che una vacanza estiva dovrebbe essere (non prendono nemmeno i cellulari…), ma con il passare del tempo le cose miglioreranno: i due giovani vivranno avventure sentimentali altalentanti, ma sarà soprattutto il piccolo Théo a intendersi molto bene con il nonno (parecchio taciturno), senza parlarsi. Quando poi arriveranno gli amici hippy della giovinezza dei nonni, ci saranno altre sorprese.

Rose Bosch, già regista dell’ottimo Vento di primavera sulle persecuzioni degli ebrei in Francia durante l’occupazione nazista, racconta una storia classicissima e piena di luoghi comuni: la positività della provincia e dei suoi abitanti contrapposta a chi viene dalla grande città, le differenze generazionali destinate a stemperarsi, le illusioni amorose di una ragazza che diventano delusioni (e che la mettono nei guai), il “gallo” che fa colpa sulle giovani turiste ma anche sull’affascinante quarantenne del luogo, la gioventù trasgressiva dei nonni… E va bene che la regista proviene da quelle terre, ma il tocco sincero e più fresco risiede nel rapporto tra il nipotino Théo e il nonno Paul (classico burbero che sembra non aspettare altro per farsi voler bene), che regala gli unici momenti davvero teneri. Grazie anche alla classe del grande Jean Reno, che insieme alla “nostra” Anna Galiena (nei panni di sua moglie) gestisce bene le pur relative svolte della trama. Il resto va a gusti e alla sensibilità del momento: potrà far passare una bella serata, soprattutto televisiva (e passa spesso sulle reti digitali tv), a colpi di buoni sentimenti, oppure irritare alquanto per la prevedibilità della storia e dei suoi sviluppi. A voi la scelta.

Antonio Autieri