Può esistere l’amicizia tra l’uomo e la donna? È da questo ancestrale dilemma che prende le mosse l’ultima commedia di Giovanni Veronesi che dopo aver analizzato l’amore e le sue sfumature nei vari Manuale d’amore e il rapporto tra generazioni diverse nel pessimo Genitori&figli, torna a scandagliare con la solita superficialità l’animo umano e i suoi affetti. Francesco e Claudia sono amici e complici: lei è una bella francese dall’innamoramento facile, lui un avvocato single con un matrimonio fallito alle spalle che le fa un po’ da papà e un po’ da fratello maggiore, aiutandola nei momenti bui e facendole da confidente quanto si butta in nuove avventure sentimentali. Attorno al loro rapporto, delineato talvolta in modo credibile, talaltra con rozza superficialità, ruotano tanti, forse troppi personaggi che a loro volta aprono nel racconto piccole parentesi o sotto-storie spesso dal fiato corto. Lia (Valentina Lodovini) è la collega di Francesco della quale si innamorerà, Anna (Valeria Solarino) la sfrontata sorellastra di Claudia rinchiusa in un centro per disintossicarsi, Giovanni (Adriano Giannini) il belloccio del quale la francese si invaghisce. Proprio a partire da quest’ultima relazione, Francesco capirà definitivamente che forse l’amicizia con Claudia era solo idealizzata, mentre è altro quello che lui chiede a questo rapporto. Giovanni Veronesi conferma la sua capacità di creare piccoli flash, alle volte anche accattivanti, e l’incapacità di legarli in un tessuto narrativo omogeneo. Ai momenti comici (Geppi Cucciari è poco ispirata mentre convince di più Virginia Raffaele) si alternano impennate sentimentali prive di densità, cosi come pure il giudizio che emerge circa i sentimenti umani si limita alla solita visione banale dei rapporti che non riesce a prescindere dalla componente sessuale. La commedia si rifugia così in un tripudio di volti più o meno noti, tutti poco in forma, compreso un Fabio De Luigi meno incisivo che altrove, e in qualche gag di repertorio (con tanto di ballo sul tavolo che ricorda quello di Lorena Forteza ne Il ciclone, scritto sempre da Veronesi, che 18 anni fa poteva essere originale mentre ora risulta solo una bolsa citazione). Un film scarico del quale si devono essere accorti anche i produttori se, come scena principale del trailer, è stato scelto un momento comico di De Luigi che nel film accompagna di fatto i titoli di coda.,Pietro Sincich,