Un uomo qualunque

Un uomo qualunque

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Bob Maconel è un impiegato in guerra con il mondo e con il suo ufficio, frustrato e vessato da tutti. Progetta una strage e poi il suicidio, ma un collega lo anticipa. Lui lo uccide e diventa un eroe…,

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Sorta di grottesco remake di “Un giorno di ordinaria follia”, “Un uomo qualunque” è il ritratto di un uomo mediocre e paranoico, alienato (parla con un pesce del suo acquario) e in difficoltà con i suoi simili e con la vita. Solo una ragazza, Vanessa, attira la sua simpatia. E quando la strage pianificata a lungo va in fumo perché un collega di scrivania lo precede nello sparare con lucida follia a una serie di impiegati del loro ufficio, è proprio la vista di Vanessa moribonda a farlo diventare un eroe: Bob spara al collega assassino e la sua vita sembra cambiare. La ragazza, ex amante del capo, dopo un attimo di rabbia per essere diventata paraplegica, si innamora di lui. E l’amore sembra davvero salvarlo, mentre anche la sua vita sociale migliora in ufficio, tra un capo che lo promuove solo per quel gesto di coraggio (ma sarà così?) e untuosi colleghi – e colleghe… – che cercano adesso la sua compagnia dopo averlo sempre maltrattato. Ma la follia cova sotto la cenere…,Girato in digitale per motivi di economia, a “Un uomo qualunque” non giova una fotografia povera e cupa, con immagini poco incisive. Christian Slater è bravo nel ruolo del mediocre frustrato sull’orlo della follia, cui la vita appare sommamente ingiusta. Ma la scelta di privilegiare su un tono grottesco, con tanto di immagini accelerate o deformate da grandangoli, non giova alla narrazione. Ne deriva un film curioso ma poco approfondito, con qualche caduta nel kitsch. E lo spreco di un grande attore come William H. Macy (il capo), che non lascia tracce.,Antonio Autieri

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