Come fare?  La miniera, che dava da lavorare a tutto il paese di Pietramezzana è stata chiusa e  allagata da un bacino artificiale. Chi ha trovato un lavoro altrove, se n’è andato. Gli altri fanno la fila una volta al mese davanti alla banca per prendere i soldi della disoccupazione, per lo sconforto del direttore ridotto a fare da bancomat. Ma lo stillicidio deve finire, pensa Domenico (Silvio Orlando), facente funzioni di Sindaco visto che anche quello è emigrato. La soluzione sembra vicina, quando si scopre la disponibilità di una società ad aprire una fabbrica in paese. Condizione vincolante però è avere un medico residente, un evento che sembra avverarsi con l’arrivo Pietramezzana del dottor Terragni (Fabio Volo). Riusciranno gli abitanti a conquistarlo e convincerlo a rimanere?

Un paese quasi perfetto è il remake (sceneggiato da Massimo Gaudioso, già autore di Gomorra, Reality e L’imbalsamatore di Matteo Garrone, ma soprattutto di Benvenuti al Sud) de La grande seduzione, un film canadese ambientato in un villaggio di pescatori. L’ambientazione lucana del film italiano regala un tono ilare alla vicenda (grazie anche alla bella prova dei protagonisti e della giovane Miriam Leone), che mutua un tormentone del film originale: la passione per il cricket del dottore (che causa una spudorata messinscena di tutto il paese, dove sembra che sia lo sport più praticato). Il “complotto” a fin di bene di paesani che devono improvvisarsi esperti di cricket e consumatori di sushi è supportato anche dal direttore di banca – un grande Carlo Buccirosso – che cerca di contrastare la creatività di Domenico cercando di arrivare onestamente a firmare il contratto con la fabbrica. Girato tra l’incantevole Castelmezzano e Pietrapertosa, dove si può sorvolare una valle appesi a un filo (e nel film vedrete il buon uso che è stato fatto di questo “volo d’angelo”), Un paese quasi perfetto è un remake intelligente e ben realizzato, che gioca piacevolmente sul contrasto tra la vita frenetica della città e i blandi ritmi della provincia, capace anche di far apprezzare la solidarietà e le capacità di arrangiarsi, alla ricerca di una dignità che solo il lavoro può dare.

 

Beppe Musicco