Un giorno speciale

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Un ragazzo e una ragazza in una giornata per loro importante

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Una ragazza si prepara, vestita dalla madre a un incontro importante: sogna di lavorare in tv, e un onorevole la deve incontrare per “aiutarla”. Un ragazzo la va a prendere: è un autista, al primo giorno di lavoro. Quando il politico rinvia l’appuntamento per impegni a tardo pomeriggio, per i due inizia un lungo peregrinare per Roma. Alla diffidenza di lei e al simpatia impacciata di lui fa posto un reciproco confidarsi, vivere situazioni tra il goliardico e il ribelle (rubare un vestito in un negozio chic), piacersi, forse innamorarsi… Ma poi arriva l’appuntamento importante, cui la ragazza farebbe volentieri a meno. E capiremo perché.,All’osso, la storia del film di Francesca Comencini sembra quella dell’opera prima L’intervallo (entrambi erano a Venezia 2012): ma se quella era una storia sottile, emozionante e delicata, sullo sfondo inquietante di una Napoli malavitosa, qui tutto è prevedibile fino all’irritazione. Fin dalla “vestizione” della ragazza da parte della madre, capiamo tutto delle ambizioni smodate di una giovane che vuole andare in televisione (e della madre che la spinge a tutto per l’obiettivo); ma che in fondo è una brava ragazza che solo il marciume del politico di turno può corrompere (senza troppa resistenza, peraltro: anzi). Il giovane autista è il classico ingenuo che alla fine di una giornata farà i conti con un mondo corrotto che non aveva mai intuito: e si ribellerà. Entrambi sono due giovani senza prospettive in un mondo di adulti che li rovina. Allegria.,Unica nota positiva la prova dei due protagonisti, abbastanza positiva nonostante una sceneggiatura poco brillante. Filippo Scicchitano, apprezzato in Scialla!, è convincente in un ruolo diverso dal suo esordio; mentre la debuttante Giulia Valentini è una presenza fresca quanto occorre al ruolo. Peccato che una serie di spunti siano stati solo abbozzati: stavolta non interessava scavare nei rispettivi personaggi ma solo disegnare un quadretto risaputo, di cui le cronache recenti sono peraltro piene. Ma il cinema è un’altra cosa: e costringere due personaggi, e soprattutto gli spettatori, a 90 senza sorprese non è un gran bel vedere.,Antonio Autieri

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