L’edizione 2017 del Bif&st (22-29 aprile) ha confermato il successo delle precedenti. A Bari è bello partecipare, per il pubblico e per gli artisti invitati. Il calore con cui vengono accolti i film in anteprima, le lunghe code anche per titoli minori e l’assalto per gli incontri con registi e attori sono conferme della bontà del festival diretto da Felice Laudadio (promosso dalla Regione Puglia e prodotto dalla Fondazione Apulia Film Commission), che trova nel capoluogo pugliese la sua realtà ideale per svilupparsi. Sono stati 300 gli eventi in 8 giorni in 12 sale con la partecipazione di circa 75.000 spettatori (con un ulteriore aumento rispetto all’edizione già ottima del 2016) che hanno affollato proiezioni, incontri, dibattiti. Grande successo per il ritorno della sezione “Panorama internazionale”, dopo un anno di assenza, mentre le anteprime internazionali hanno fatto registrare ogni sera il tutto esaurito allo splendido Teatro Petruzzelli, a cominciare da La tenerezza di Gianni Amelio che ha inaugurato la rassegna. Grande entusiasmo, tra divertimento e commozione, l’ha suscitato il giorno dopo Tutto quello che vuoi di Francesco Bruni, con il grande Giuliano Montaldo splendido protagonista e il sorprendente (esordiente) Andrea Carpenzano, poi segnalato dalla giuria del festival con una menzione per l’attore rivelazione.
Tra gli altri film più apprezzati, oltre ai due italiani citati, i film poi premiati dalla giuria (si veda a alla fine di questa notizia): Dev Bhoomi – Land of the Gods, El otro hermano, An Ordinary Man ma anche Gold. E poi le anteprime internazionali serali: Miss Sloane, Going in Style, Get Out, Le divan de Staline, l’emozionante Gifted con Chris Evans per una volta non super eroe.
Si è poi confermato il gradimento del pubblico per la proposta delle Lezioni di Cinema mattutine, che hanno visto il Petruzzelli gremito in tutti gli ordini (e sono cinque…) fino al loggione: tutte molto apprezzate, dalla prima di Andrej Konchalovskij (che ha portato il suo ultimo film, lo splendido Paradise, Leone d’argento a Venezia che dovrebbe uscire nelle sale italiane il prossimo autunno), a quella trascinante di Alessandro Gassman, da Greta Scacchi alla scatenata performnce di un Pupi Avati in gran forma, da Carlo e Enrico Vanzina a Dario Argento, da Fanny Ardant a Margarethe von Trotta (neo presidente del Bif&st), da Jacques Perrin a Volker Schlöndorff che ha chiuso in bellezza con i suoi ricordi, paragonando l’atmosfera rilassata del festival barese a quella che si trovava ai suoi esordi a Cannes quando conobbe Roman Polanski, Andrzej Wajda e tanti altri registi con cui «ci si sentiva una grande famiglia. Come qui».
Da non sottovalutare le retrospettive e gli omaggi, che permettono al pubblico di rivedere grandi classici come Sciuscià e opere che caratterizzano una carriera, dai film degli ospiti premiati o con incontri con il pubblico (vedi sopra) alla ricca retrospettiva su Dino Risi e Vittorio Gassman con i loro più grandi film e qualche chicca meno vista (come Kean – Genio e sregolatezza, unico film diretto dal grande attore).
La Presidente del Bif&st Margarethe von Trotta, al termine della manifestazione, ha ringraziato il direttore Laudadio: «Io penso che il successo di questo Festival sia il frutto anche di tante esperienze precedenti del Direttore che oggi gli consentono di poter portare qui gli artisti gratuitamente, di mettere su un programma di respiro internazionale, di maturare e sviluppare idee come quello della rassegna di ‘Cinema e Scienza’ che è stata una vera scoperta per me, insieme alla possibilità di vedere tanti film che, da tedesca, non avevo mai potuto vedere. In quanto al mio nuovo ruolo nel Festival nel quale ero già stata varie volte ospite e anche giurata, mi sento come un piccolo uccello in un nido che è stato preparato da Laudadio e da Ettore Scola (suo predecessore scomparso un anno fa, ndr)».
Felice Laudadio dal canto suo ha annunciato le date della prossima edizione del Bif&st, che si svolgerà dal 21 al 28 aprile 2018 («il fatto che ci sia stato di mezzo il ponte del 25 aprile, quest’anno è stato tutt’altro che un handicap, anzi ha incrementato le presenze») e offerto una piccola anticipazione di quella che sarà la grande Retrospettiva del prossimo anno «dedicata ad un autore o un’autrice internazionale e vivente».
Per concludere, la giuria internazionale presieduta da Chiara Caselli ha assegnato i premi ai film di Panorama internazionale:
Miglior film: Dev Bhoomi – Land of the Gods di Goran Paskaljevic
Miglior attore: Leonardo Sbaraglia (El otro hermano)
Miglior attrice: Hera Hilmar (An Ordinary Man)

Antonio Autieri