Tre all'improvviso

Tre all'improvviso

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Quando i rispettivi migliori amici, marito e moglie, muoiono all’improvviso, Holly e Eric, che non si possono sopportare, scoprono di essere stati scelti come tutori della piccola Sophie.

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Ultima arrivata di una serie di commedie romantiche che complicano l’ormai prevedibile meccanismo del “ci odiamo quindi finiremo per metterci insieme” con l’inserimento di un bambino Tre all’improvviso ha ben poco di originale da dire al pubblico, a partire dalla sua coppia di protagonisti, Katherine Heigl (cuoca e proprietaria di una pasticceria con le solite manie di controllo e in cerca dell’amore) e Josh Dunhamel (regista televisivo di basket sciupafemmine con poca propensione alla programmazione a lungo termine) nel giro di poco trasformatisi in maschere del genere e qui costretti in ruoli stereotipici.,Se si supera il presupposto surreale di due genitori che affidino a questa coppia mal assortita il destino della loro bambina (i due defunti già si erano dimostrati poco percettivi nell’organizzare l’unico e disastroso appuntamento al buio tra i protagonisti, ma come si suol dire “errare è umano, perseverare diabolico”), il seguito, dopo le gag di rito su pupù, pannolini e pappine, risulta così prevedibile che qualunque spettatore a suo agio con il genere potrà indovinarlo con comodi dieci minuti di anticipo, compreso l’intoppo costituito dal bel pediatra della piccola Sophie, che appare e scompare a seconda della necessità più che per naturale progressione dei rapporti.,Non che la commedia romantica non abbia per sua natura qualcosa di formulaico (l’innamoramento ha i suoi riti e i suoi passaggi e le varianti possibili sono già state più o meno tutte sperimentate fin dai tempi dei classici), ma qua e là ci si augura sempre di trovare lo scarto e la sorpresa che rende una love story insieme unica e capace di insegnarci qualcosa di profondo e vero.,Purtroppo qui c’è poco da imparare: i due ovviamente scoprono di piacersi non appena si sono sufficientemente impegnati con la bambina e realizzano che anche i defunti non erano coniugi e genitori perfetti (e festeggiano la cosa con una notte di sesso e una bella torta alla marijuana). Alla prima vera prova del rapporto (lui riceve una proposta di lavoro in un’altra città) vanno in crisi, ma ovviamente poi si ripigliano (con compresa trita corsa all’aeroporto) perché dopotutto hanno scoperto che “sono una famiglia”.,Holly e Eric, insomma, per un anno “fanno finta” di essere moglie e marito (le scene della separazione vogliono essere un’aperta citazione del corrispettivo “legale” della stessa) e alla fine scoprono che hanno abbastanza sentimento per produrre una realtà che prima non c’era. ,Questa è, per lo meno per gli autori “life as we know it” (come recita il titolo originale), “la vita come la conoscono loro”. Un po’ pochino per convincerci ed emozionarci davvero.,Laura Cotta Ramosino,

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