Tonno spiaggiato

Tonno spiaggiato

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Un giovane comico viene lasciato dalla ragazza a causa delle sue battute negli spettacoli sulla sua stazza. Come fare a riconquistarla?

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Ha del fegato Frank Matano, non c’è dubbio. Perché interpretare, in un film diretto dall’esordiente Matteo Martinez ma scritto anche da lui, un protagonista che si chiama Francesco (come lui), e che fa il comico (come lui) totalmente incapace di far ridere qualche ironia se la tira dietro… Ma come tutti i personaggi emersi dalla Rete, fegato e sprezzo del pericolo non mancano a Matano, che autoironico quanto basta si mette appunto in scena nei panni di questo stand up comedian partenopeo che sforna battute e gag davanti a platee sempre più raggelate. Solo una ragazza, Francesca (Marika Costabile), una sera ride; e diventa la sua fidanzata. Un amore travolgente. Fino a quando Francesco, davanti a una provocazione di uno spettatore, non inizia a far battute sula sua “fidanzata grassa”. E visto che Francesca proprio magra non è, non la prende proprio bene. Ma stavolta il successo arriva, e quindi i suoi show – sempre più popolari, tanto da arrivare anche in tv – diventano monologhi con un unico tema, quello della fidanzata grassa. Che nel frattempo è diventata la sua ex, e non sente ragioni per tornare con lui. Per riconquistarla, dopo una tragica e al tempo stesso “fortunata” circostanza di parziale riavvicinamento, Francesco metterà in atto un piano diabolico.

In Tonno spiaggiato Matano e Martinez organizzano una storia-base semplice, anzi esilissima, e la riempiono poi di situazioni, gag e personaggi, puntando molto sul demenziale mischiato (malamente) con il surreale, con una spruzzata di trucchi ed effetti tecnici sempre più virati su un “comico noir” quasi inedito in Italia. Senza negarsi riferimenti parodistici di vario tipo (quando Francesco si traveste da prete l’atmosfera diventa alla Dan Brown, o meglio ricorda i film tratti dai suoi libri). Il risultato è strampalato e loffio, con pochi momenti divertenti (il finto sacerdote straniero doppiato dal celebre Luca Ward) e alcuni fortemente irritanti (l’anziana e garbatissima signora che non riesce a evitare di bestemmiare quando perde la pazienza). E ha due gioielli sprecati in un film così modesto. Il primo è il personaggio di Niccolò (interpretato dal bravo Niccolò Senni), miglior amico di Francesco che vive con il padre e si veste da donna, precisamente come la sua mamma di cui non accetta la dipartita; un personaggio questo sì surreale e a tratti divertente, e perfino toccante, ma inserito in modo forzato e incongruo nella storia. L’altro, più funzionale, è quello di zia Nanna, anziana e terribile vecchietta interpretata da un vero uragano: Lucia Guzzardi, caratterista di lungo corso (da giovane doppiò anche in qualche film Claudia Cardinale…) che a oltre novant’anni ottiene per la prima volta una parte importante. Ma è fin troppo brava, tanto da mangiarsi il film e risultare debordante. Soprattutto, senza poter salvare quello che rimarrà come un tentativo, appunto coraggioso, di far qualcosa di nuovo sul fronte della comicità italiana. Però, senza riuscire a far ridere (e senza ambizioni più profonde), un film comico non può certo dirsi riuscito. Il paragone con lo sfortunato, ma ben più intelligente e innovativo, Omicidio all’italiana di Maccio Capatonda – fatte salve le cifre comiche molto diverse dei due attori – rende l’idea di come Tonno spiaggiato sia un film finito in fretta alla deriva, che non riesce a valorizzare le poche idee buone ed è oltre tutto appesantito da un finale davvero terribile.

Antonio Autieri

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Scrivo di cinema dal 1992. E dal 1994 dirigo giornali, giornalini, ora testate on line...