Un poliziotto durante la pattuglia notturna trova per strada un ragazzo coperto di sangue e lo porta nell’ospedale più vicino, quasi abbandonato a causa di un incendio, dove lavorano solo il dottor Powell e due infermiere, una delle quali è la moglie del poliziotto. In questo ospedale ci sono pochi pazienti e una ragazza che deve partorire. Ad un certo punto iniziano ad avvenire fatti strani: una paziente uccide con un bisturi un altro paziente e il corpo di questo inizia a mutare in un essere mostruoso, nell’ospedale fanno irruzione due criminali e all’esterno si raduna una misteriosa folla di creature incappucciate di bianco…

La trama è accattivante e sufficientemente misteriosa, con un compendio di situazioni del cinema di genere degli anni 80: il gruppo dei personaggi sotto assedio richiama il Carpenter di Distretto 13, l’ambientazione nell’ospedale, il tema della gravidanza come una mutazione deriva invece dal body-horror del primo Cronenberg, in particolare modo Brood. I due registi nascono come make up artist per grossi successi del cinema fantastico hollywoodiano (Suicide Squad e It), e hanno una regia abbastanza creativa: suggeriscono bene l’atmosfera, i fatti inquietanti e senza senso, e belle scene di tensione, spavento e disgusto. Nonostante il film sia un prodotto low budget i trucchi e gli effetti sono veramente ammirevoli, in particolar modo le (disgustose!) mutazioni e i vari mostri mutanti che appaiono. Molto curata è anche la fotografia, che segue l’estetica elettrica del cinema dell’orrore degli anni 2000, e che regala bei passaggi coloristici e contribuisce ad aumentare l’atmosfera di terrore, come anche la bella colonna sonora elettronica (curata anche da uno dei due registi).

Purtroppo in tanti aspetti però il film è irrisolto e deludente, prima di tutto i personaggi (se così si possono chiamare!) non sono altro che figure pronte ad essere macellate, senza alcun tipo di profondità, umanità, psicologia o altro, solo carne da macello (o da mutazione…). Altro limite è la seconda parte della pellicola, che non è all’altezza del mistero e dell’aspettativa creata nella prima metà: ad un certo punto la narrazione prende una piega da fantastico-esoterico un po’ incomprensibile, alternando alla violenza sequenze oniriche da videoclip e rimandi ad universi paralleli. Di sicuro poi non aiuta il mostro finale, che sembra provenire da I fantastici 4, più che da un film dell’orrore.

Peccato, perché i suoi motivi di interesse come film di genere li ha, inoltre il guardare alla gravidanza come ad una mutazione dei corpi è un po’ sgradevole ma a suo modo affascinante.

The void come film ha molti limiti, ma chi è amante del cinema dell’orrore e del fantastico si divertirà. E per chi vuol passare una serata vedendo un film con gli amici alla ricerca dello spavento e del disgusto, è decisamente consigliato.

 

Riccardo Copreni