On the Milky Road – Sulla Via Lattea

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Nella guerra che insanguinò la Jugoslavia, l’amore disperato tra due anime candide

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Kosta è un lattaio, e porta il latte in giro per il paese a dorso di un asino mentre infuriano scontri tra cecchini. Siamo nella ex Jugoslavia degli anni 90, insanguinata da uno scontro che segnò la fine del secolo scorso e anche la produzione cinematografica del regista Emir Kusturica (basti citare il suo capolavoro Underground), qui anche nei panni del protagonista. Di Kosta è è innamorata Milena, esagitata ragazza che sta organizzando anche il matrimonio per il fratello militare (Predrag Manojlovic, protagonista proprio di Underground), con una donna italiana scappata da un generale inglese. Solo che della misteriosa italiana (Monica Bellucci), inseguita anche dalle truppe Onu, si innamora proprio Kosta, ricambiato.

La guerra, l’amore e i matrimoni combinati sono temi cari al regista serbo che ha iniziato a girare questo film nel 2013. E problemi produttivi devono aver inciso sulla tenuta narrativa di un film poetico e pasticciato al tempo stesso, certo non uno dei migliori di Kusturica, anche se a tratti il regista strappare qualche sorriso o crea momenti toccanti in mezzo alla disumanità della violenza. Ma per essere credibile, un certo candore – con Kosta che balla con animali o sorride spesso e volentieri – deve essere sostenuto da trovate cinematograficamente robuste. E invece l’ispirazione del regista che segnò gli anni 80 e 90 (giovanissimo, veniva premiato a ogni festival internazionale) sembra molto annacquata. Molte situazioni sembrano già viste molte volte, tra fellinismi e accelerazioni da cinema “fantasy” all’europea (gli ingranaggi dell’orologio che stritolano alcuni personaggi sono davvero kitsch), consuete musiche zigane, personaggi strambi e “simpaticamente” folli e un tono generalmente sopra le righe che deve trovare uno spettatore più che ben disposto per essere accettabile.

Poi quando, la favola si mescola a una violenza terrificante, ci vorrebbe uno sguardo incisivo che qui manca. Peccato, perché tra i due protagonisti c’è alchimia (anche la Bellucci funziona bene, anche se certi entusiasmi sono un po’ esagerati). E la chiusura non riesce a essere dolorosamente memorabile come nelle intenzioni. Un film onesto, rispettabile ma che, ahinoi, non lascia traccia. E che fa rimpiangere il Kusturica dei bei tempi andati.

Antonio Autieri

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Scrivo di cinema dal 1992. E dal 1994 dirigo giornali, giornalini, ora testate on line...