The Host

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La Terra è stata conquistata da una razza aliena che occupa i corpi degli umani installandovi delle Anime. Quando una di esse viene posta nel corpo della ribelle Melanie inizia un'inattesa e conflittuale convivenza…

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Per chi aveva sperato che il coinvolgimento di un autore come Niccol (suoi sia il meraviglioso Gattaca che lo script del geniale The Truman Show) potesse in qualche modo “salvare” l'adattamento del romanzo di Stephenie Meyer resterà deluso. Sembra proprio che, forse anche per il deciso coinvolgimento della scrittrice nella produzione, non ci sia verso che il materiale dell'autrice della saga di Twilight possa maturare al punto da allargarsi oltre il suo target di riferimento, le adolescenti femmine.,Va detto che il romanzo (per nostra fortuna un pezzo unico) da cui la pellicola è tratta ha di per sé un punto di partenza problematico, che risiede più nell'impossibile matrimonio tra il genere “storia d'amore adolescenziale” con la fantascienza piuttosto che nella costruzione, in fin dei conti abbastanza banale, di un nuovo triangolo impossibile di quelli che hanno fatto la fortuna della scrittrice mormona. In questo caso il triangolo “allargato” riguarda la protagonista (in cui però convivono due personalità – Melanie, l’umana, e Wanda, l’anima occupante) e due ragazzi, Jared, il suo innamorato di prima e Ian, che invece si innamora della nuova personalità che vive in quel corpo. Una vicenda che più che intrigante diventa ben presto paradossale con i due e le due che si danno il turno tra battibecchi e baci appassionati. ,Ora, va tenuto conto che la fantascienza, genere metafisico per eccellenza, è da sempre il “luogo” naturale dove raccontare le grandi domande dell'esistenza, che qui purtroppo vengono ammannite solo in versione “bacio perugina” a discapito di ritmo narrativo e credibilità… Inutile forse sprecare i paragoni con le varie “invasioni degli ultracorpi” cinematografiche, ma nemmeno con le due versioni dei Visitors. Qui la Meyer lancia il sasso di una conquista planetaria soft ma non per questo meno drammatica (le Anime, a dispetto del loro nome, sono pur sempre delle specie di insetti luminosi che si installano alla base della testa del corpo occupato annullandone, quasi sempre, l'identità), ma poi, come spesso accade nei suoi romanzi, pretende di annullare il conflitto che lei stessa ha creato. Da una parte, infatti, “normalizza” la relazione tra le due identità che convivono in un solo corpo, Melanie e Wanda, dall'altra fa comodamente accettare la suddetta da chiunque la incontri dopo solo un breve momento di frizione… Del resto la logica e il funzionamento di questa nuova Terra, non viene, opportunamente, mai davvero spiegato, in modo da non creare crepe nell'impostazione del film, che di fatto punta tutto su un anomalo quadrilatero sentimentale i cui passaggi appaiono talmente forzati da scivolare in più momenti in un comico involontario (per risvegliare la presenza di Melanie facendola arrabbiare, Wanda chiede a Ian di baciarla, ma siccome il tentativo non riesce Ian chiede a Jared di baciare la ragazza…).,Fotografia e regia sono evidentemente di livello, il ché, però, non fa altro che evidenziare i limiti di un racconto che si dilata su oltre due ore senza avere mai nulla di interessante da dire in termini di relazioni umane, dal momento che i potenziali conflitti vengono risolti senza un vero perché, guidando la vicenda verso un finale che non ha il coraggio di essere drammatico e cioè di portare fino in fondo la scelta rivoluzionaria dell'aliena “convertita”. Senza voler svelare l’epilogo, siamo dalle parti di Twilight dove un dilemma impossibile si scioglie come neve al sole lasciando la protagonista felice e contenta…,L'allontanamento non violento degli alieni occupanti (che, d'altra parte, sembra non dare molte garanzie, se non pilotate, sul fatto che possano ritornare), ventilato nel finale, del resto sembra una soluzione simile a quelli che pensano di risolvere il problema dell'inquinamento mandando i rifiuti sulla Luna, e cioè, in questo caso, scaricando i visitatori indesiderati a qualcun altro, lontano qualche anno luce, in ogni caso abbastanza perché non ci si debba preoccupare per il suo destino… È solo uno dei compromessi che rende la pellicola decisamente più debole anche sul piano del racconto, a cui mancano picchi e tensione e che rischia di scontentare, con il suo eccesso di retorica, anche il suo pubblico di adolescenti. Che, un po' come accade con i romanzi rosa, finirà per “scorrere” i minuti del film come le pagine di un libro mediocre, in attesa di uno degli improbabili momenti di intimità della protagonista con i suoi due pretendenti…,Luisa Cotta Ramosino

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