The Five-Year Engagement

The Five-Year Engagement

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Si amano ma sono costretti a rimandare troppe volte il loro matrimonio.

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Diretta dal Nicholas Stoller di Non mi scaricare e In viaggio con una rockstar , Five-Year Engagement è l'ennesimo film divertente prodotto dalla Apatow Productions già in passato segnalatasi per film dalla buona scrittura, ottimi interpreti e – cosa non da poco – contenuti positivi. Scritto e diretto dallo stesso regista in collaborazione con l'ottimo protagonista, Jason Segel, il film è meno frizzante di altri Apatow movies, da Molto incinta fino a Le amiche della sposa ma ha tanti buoni momenti comici e riesce a dare un messaggio non banale sul matrimonio. La storia ricalca quella del classico Harry ti presento Sally omaggiato in più di una sequenza (la più comica e riuscita di tutte è quella on cui Segel finge buffamente un orgasmo): Tom e Violet sono una coppia affiatata. Lui è il secondo di uno chef di successo in California ed è sul punto di fare il salto e mettersi in proprio. Lei (la splendida Emily Blunt) è alla ricerca di una borsa di studio universitaria. Quando sono già pronti gli inviti per le nozze, l'imprevisto: Violet ha vinto una borsa in una sperduta freddissima contea dello Stato del Michigan. Il matrimonio salta ma la coppia, a prezzo di tanti sacrifici, resta unita. Per quanto ancora? Il film vive del feeling perfetto degli attori e delle tante trovate surreali e riuscite: il racconto della depressione in cui incorre Tom, che ha rinunciato a una carriera splendente in uno dei ristoranti migliori di San Francisco per ritrovarsi a cuocere hamburger in mezzo alla neve è davvero riuscito. I tempi comici sono perfetti così come perfette sono le spalle (da Rhys Ifans nei panni del capo di Violet, fino ai colleghi buffissimi di Tom): la formula della coppia che scoppia non è nuova così come non è nuovo il ricorso alla volgarità in chiave comica: è la croce e delizia dei film di Apatow, positivi e controcorrente ma anche zeppi di una volgarità scorretta che può divertire ma anche irritare. Ad essere se non nuovo, insolito nel panorama delle commedie sentimentali hollywoodiane è invece è l'orizzonte del film che non è tanto una celebrazione, come spesso accade, dell'evento delle nozze ostacolato da tanti guai e nemmeno il trionfo del trasporto sentimentale dell'uno verso l'altra. E' invece la storia, raccontata attraverso un registro sempre sopra le righe, del matrimonio come conseguenza naturale del volersi bene di due persone. Un'unione alla prova delle difficoltà e degli ostacoli della vita dove anche il sacrificio per il bene dell'altro non manca ed è ben sottolineato: la scelta di Tom di far compagnia alla fidanzata dall'altro capo dell'America rinunciando a un lauto compenso e ad un lavoro importante non è banale e sarà una scelta chiave per l'evolversi della vicenda. Una scelta che, come mostra il finale dagli accenti fiabeschi, è anche una scelta di campo e un giudizio ben preciso: ad essere essenziale per un matrimonio non sono cerimonia, abito, organizzazione perfetti. Ad essere essenziale è il desiderio del bene dell'altro.,Simone Fortunato

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