The Family Man

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The Family Man

Un uomo di successo incontra uno strano personaggio, che gli fa vedere come sarebbe stata la sua vita se non avesse lasciato la donna che amava…

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Ricco, pieno di donne, con una Ferrari e una casa lussuosissima a Manhattan: questo è Jack Campbell, squalo a Wall Street per conto di una grande azienda e soddisfatto di esserlo. Per lui il lavoro è tutto, per cui anche costringere colleghi e subordinati a lavorare a Natale – chi se ne importa se hanno famiglia – non è un problema. Ma un messaggio lasciato da Kate, la sua ex fidanzata, lo turba un po’. Decisivo, per incrinare le sue certezze, sarà poi l’incontro con un uomo di nome Cash, che gli toglie temporaneamente la sua vita e lo costringe, per magia, a dare un’occhiata a quale sarebbe stata la sua vita se non avesse lasciato Kate. Ora, infatti, Jack è sposato con lei e ha due splendidi bambini: vivono nel Jersey, si arrabattano e faticano su tutto ma sono felici… Si pentirà Jack, dopo quest’occhiata, di aver rinunciato a tutto ciò?

Dichiaratamente debitore di La vita è meravigliosa di Frank Capra, The Family Man riesce ad essere un  buon omaggio a quel capolavoro assoluto e al tempo stesso a tradurre nella contemporaneità quei temi e quel sentimento della vita. Anche Nicolas Cage, come già James Stewart, ha l’occasione di vedere un’alternativa al suo presente: qui però il meccanismo è ribaltato, perché Jack/Nicolas Cage non è affatto disperato, anzi è soddisfattissimo della sua vita; e inizialmente gli sembra un incubo piombare in un’esistenza modesta, in una piccola casetta nel New Jersey, con una moglie bella ma normale, due pargoli, un lavoro da gommista (anche se il più bravo dello Stato) e amici semplicissimi. Tutti un po’ spiazzati all’inizio dal suo spaesamento (l’unica che abbia dubbi sulla sua identità, pensando quasi sia un alieno, è la figlioletta), ma sempre al suo fianco. Poi, un po’ alla volta, Jack inizia a pensare che quella vita non è così male; e guardando finalmente Kate, capisce che non ha mai smesso di amarla.

Un film snobbato dalla critica ma diventato un piccolo cult per un pubblico in cerca di commedie solide e con emozioni vere (come non provare un brivido davanti a quel «Io scelgo noi»?). Commedie ormai rare: il film di Brett Ratner è del 2000, ma a distanza di qualche anno sembra di un’altra era geologica visto che di film così se ne vedono sempre meno. Nicolas Cage, attore discontinuo, qui è al suo meglio; mentre Tea Leoni è semplicemente deliziosa.

Antonio Autieri

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