Tango Libre

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Una donna e tre uomini innamorati di lei, mentre il figlio cresce insofferente

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Il tango unisce una guardia carceraria, che vive da solo, e una donna, che partecipano a un corso di ballo. Ma Alice sola non è, o meglio vive sola con il figlio adolescente, però è legata sentimentalmente. E non solo a un uomo, ma a ben due: entrambi in prigione, amici tra loro nonostante lo strano ménage con il marito Fernand e l’amante; e con un’ambiguità nel gestire il rapporto del figlio con i due uomini che si spiegherà nel finale. Per la guardia, Jean-Christophe, è uno choc vedere Alice che va a trovare i due uomini. Ma ciò non gli impedirà nell’inserirsi nel già confuso gruppetto di famiglia incasinata, facendo leva sull’instabilità affettiva della donna. Poi, magari, il tango aiuterà a chiarirsi le idee…,Misteriosamente premiato a Venezia 2012 con il premio (minore) Orizzonti, il film di Frédéric Fonteyne (già autore del terribile Una relazione privata, gran successo di fine anni 90 e del più interessante – ma dal finale agghiacciante – La donna di Gilles) ha una certa brillantezza narrativa che spreca con una vicenda paradossale e che fatica a risultare credibile. Vero che l’umano ha mille sfaccettature e nel cuore di un uomo o di una donna è spesso impossibile addentrarsi, ma il narratore non fa molto per rendere credibili certi passaggi; come un’incredibile scena di tango fra carcerati nerboruti, che dovrebbe risultare simpatica e suona falsa come poche. Soprattutto, la parte finale tra rivelazioni e colpi di scena prevedibili e scelte “di libertà” troppo scritte per sembrare anch’esse credibili, confermano l’impressione di un’abilità fine a se stessa, che spreca un gruppo di ottimi attori (Anna Paulicevich, anche cosceneggiatrice del film, e il grande Sergi Lopez su tutti) e che non è sorretta da adeguata capacità drammaturgica, lasciando la storiella a un bozzetto di poco spessore. Dove, delle sofferenze dei personaggi e delle loro scelte, finisce per interessarci molto poco.,Antonio Autieri,

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