Spongebob – Fuori dall'acqua

Spongebob – Fuori dall'acqua

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La tranquilla Bikini Bottom è diventata un campo di battaglia, e solo Spongebob può rimettere le cose a posto.

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SpongeBob Squarepants è uno dei quei cartoon che hanno il fascino particolare dell’assurdo, che riescono inspiegabilmente e felicemente a mettere insieme animali antropomorfi e spugne per lavare i piatti, scoiattoline in tuta spaziale e fast-food subacquei, storie demenziali e la capacità di attirare il pubblico adulto (sì, siamo in tanti e non ci vergogniamo). Ma riuscire a ricavare un film di un’ora e mezza da episodi di pochi minuti non è cosa facile (a meno che non vi chiamiate Tim Parks e abbiate inventato la pecora Shaun) e la sfida in questo caso è ben lontana da essere vinta. Ma andiamo con ordine. La vita a Bikini Bottom, l’allegro insediamento sabbioso dove vivono Spongebob, Kyle, Gary e tutti gli altri della combriccola, scorre felicemente, merito anche degli hamburger del Krusty Krabs, il locale più frequentato del paese. Ma la ricetta che li rende così unici, per quanto ben custodita da Mister Krabs, è nel mirino di Plankton, il cattivo che vuole impossessarsene per il proprio locale. In una colluttazione la ricetta scompare è tutti pensano che i due responsabili siano Plankton e SpongeBob, che sono costretti a fuggire. Intanto a Bikini Bottom regna il caos, che trasforma il luogo in una specie di accampamento post battaglia atomica uscito da Mad Max, mentre SpongeBob e Plankton dovranno affrontare prove sempre più impegnative per ritrovare la formula, al punto anche di finire fuori dall’acqua e impegnarsi nella lotta con un feroce pirata venditore di hamburger (Antonio Banderas) deciso a eliminare la concorrenza di tutta la banda di Bikini Bottom. Detta così sembra una magnifica avventura, no? Il problema è che invece tutto il “wit” che rende divertente i corti televisivi si perde in quello che sembra un assemblaggio approssimativo di più storie, che coinvolgono viaggi nel tempo, super eroi, personaggi che sembrano essere stati scartati da Guida galattica per autostoppisti e un vile pirata alquanto improbabile; e, spiace dirlo, ma la parte 3D è quella meno riuscita di tutte. Ridateci la sigla con la musichetta e le storielle in tv, per favore, e torneremo a essere felici.,Beppe Musicco

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