Sicario

Sicario

- in ARCHIVIO, CONSIGLIATO, FILM, HOMEVIDEO
4701
Commenti disabilitati su Sicario
Consigliato

Una donna, agente dell’FBI, viene aggregata a un’unità speciale che deve riportare dal Messico agli Stati Uniti un pericoloso trafficante.

Download PDF

Il fatto che nelle inquadrature iniziali il regista si premuri di spiegare che la parola “sicario” in inglese si traduce con “killer”, lascia presagire cosa il pubblico si deve aspettare dall’ultima opera di Denis Villeneuve: Emily Blunt interpreta Kate Macer, un’agente dell’FBI che capeggia una squadra specializzata nella liberazione degli ostaggi. Nella cruda e lunga scena iniziale, la si vede entrare in azione mentre fa irruzione in una villetta con sfondamenti e spari. Ma i guardiani presenti non custodivano ostaggi, solo un’impressionante teoria di cadaveri avvolti nella plastica e occultati nelle pareti della casa. Lo sgomento dell’agente, che non capisce a chi si debba tale crudeltà, trova una parziale risposta nell’invito a entrare in una squadra sotto copertura, capeggiata da un tipo bizzarro con l’aria da cowboy e le infradito ai piedi (Josh Brolin).
La realtà dipinta da Sicario è di quelle che non lasciano spazio alcuno alla speranza: è una discesa in un girone infernale il cui unico scopo è il denaro ottenuto con la droga. Viene in mente un film che aveva lo stesso argomento, Traffic di Steven Soderbergh; ma mentre quello ampliava il campo ai protagonisti del movimento globale di droga e contanti, Villeneuve si concentra su una minuscola porzione geografica del lungo (e assai permeabile) confine tra Messico e Stati Uniti. Lo scopo della squadra segreta capeggiata dall’uomo in ciabatte è creare un po’ di movimento, per far uscire allo scoperto Manuel Diaz, signore della droga dagli affari non tracciabili. Come? Trasferendo il fratello da un carcere messicano a una struttura segreta degli Stati Uniti, dove interrogarlo con metodi tanto poco ortodossi quanto poco legali e costringendo così Manuel a rendersi visibile.
Grazie alla fotografia del pluripremiato Roger Deakins, Sicario crea una montante suspense mano a mano che gli agenti entrano in Messico nella città di Juarez, in un panorama di sguardi carichi d’odio, cadaveri smembrati appesi come monito ai cavalcavia, e uomini armati fino ai denti cui della legge non potrebbe importare di meno. Ad aumentare ulteriormente la tensione (per cui lo spettatore ad ogni momento si aspetta il peggio) è anche la presenza di Benicio Del Toro, nei panni di un misterioso, scarsamente loquace personaggio di nome Alejandro. Questi in una precedente vita era un uomo abituato a giocare su tavoli molto rischiosi, ma si capisce subito che sia lui che Brolin hanno un codice di condotta morale alquanto relativo. L’agente Macer dovrebbe essere la voce della coscienza della squadra, ma si vede subito che i suoi giudizi non sono né richiesti, né ascoltati. E, se la presenza e il ruolo di Brolin e Del Toro di certo non stupisce in un film del genere, quel che sorprende è la capacità di Emily Blunt, un’attrice finora utilizzata al meglio in commedie più o meno romantiche (anche, sebbene non solo, per le sue qualità estetiche), di esibire una performance senza trucco e senza trucchi, un ruolo duro e fragile al tempo stesso, e che rivela un gran talento. Così Sicario mantiene la promessa: è un film duro e spietato, che lascia allo spettatore, oltre che brividi freddi lungo la schiena, anche l’altrettanto inquietante sensazione che tutto quello che si fa per combattere il mercato della droga, che si segua la legge o meno, sembra destinato a lasciare le cose come stanno.

Beppe Musicco

About the author