Shin Godzilla

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Dalle acque di Tokyo emerge un enorme mostro che devasta la città, sotto gli occhi increduli e inerti del governo…

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Nel giro di poche ore, a Tokyo, una nave della guardia costiera viene attaccata
misteriosamente, mentre il famoso ponte-galleria Acqua-Line viene spazzato via
dall’acqua. Inizialmente reticente, e più propenso ad individuare la causa di questi
inquietanti episodi a cause razionali e geologiche, il gabinetto giapponese si convince pian
piano che all’origine di tutto c’è una gigantesca creatura anifibia, Gojira, la cui coda viene
immortalata dalle telecamere dei giornalisti mentre fuoriesce dal mare. Inutile dire in poco
tempo il mostro emerge e mette a ferro e fuoco la città. Inizia così la disperata lotta
dell’esercito e del governo per contrastare e fermare Gojira.
Uscito nelle sale italiane per soli 3 giorni a luglio 2017, questo è il trentunesimo film della
saga di Godzilla, affidato a Hideaki Anno (e Shinji Higuchi), già regista dell’anime
cult Neon Genesis Evangelion. Scordatevi le atmosfere dei film americani del ’98 e del
2014Shin Godzilla è un prodotto giapponese al 100%, reboot della prima pellicola del
1954, con il grande mostro volutamente in un grottesco animatronic. La storia non è
particolarmente diversa da tutti gli altri episodi: quando nessuno se lo aspetta, arriva
Gojira e comincia la devastazione. L’originalità sta nella descrizione parodistica dell’inerte
burocrazia giapponese, che si rivela il “vero” mostro, responsabile del collasso di una
nazione, nonostante Gojira. Shin Godzilla non è un capolavoro, ma è un ottimo film, dal
quale si può avere un assaggio di un altro modo di fare cinema (e in particolare del genere
kaijū eiga, letteralmente “film di mostri giganti”, tipico della cultura e della fantascienza
giapponesi, sviluppatosi a partire dagli anni 50). Un cinema diverso da quello occidentale
– dagli effetti speciali, alla scrittura e alla recitazione – ma altrettanto interessante e, come
in questo caso, per niente riducibile a blockbuster o b-movie di basso livello.

Alessandro Giuntini

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