Sherlock Gnomes

Sherlock Gnomes

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Quando gli gnomi di tutta Londra scompaiono nel nulla, Gnomeo e Giulietta cercano di risolvere il mistero insieme a Watson e Sherlock Gnomes

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Gnomeo e Giulietta tornano protagonisti in una storia dalla tinte gialle in Sherlock Gnomes. Siamo sempre a Londra, Miss Montague e Mr Capulet hanno sotterrato l’ascia di guerra, si sono sposati e si sono trasferiti in una casa insieme agli gnomi dall’accento settentrionale e dal cappello blu e quelli dall’accento meridionale e con il cappello rosso. La pressione è però tutta su Giulietta che deve dare nuova vita al giardino in tempo per la primavera e la tensione genera malumori soprattutto con Gnomeo. Il peggio arriva quando tutti gli gnomi da giardino, fatta eccezione proprio per i nostri due protagonisti, spariscono nel nulla. Gnomeo e Giulietta si alleano con Sherlock Gnomes, il miglior investigatore di sempre, e il fido Watson. E insieme a loro si avventurano per le strade di Londra per fare luce su questo mistero.
La saga degli gnomi iniziata nel 2011 proprio con Gnomeo e Giulietta, ennesima rivisitazione cinematografica del testo teatrale di William Shakespeare con un finale del tutto inedito, torna a battere il terreno della cultura popolare, chiamando in causa un altro noto personaggio dell’immaginario collettivo e sancendo così la nascita di un filone tutto nuovo, quasi un cross over tra film d’animazione e letteratura già pronto a mettere in cantiere numerosi altri progetti.   Lo scenario si allarga, va ben oltre il quadrato che fino a oggi si era limitato al giardino di casa e si estende a un’intera città di cui riconosciamo luoghi, location e noti punti di riferimento. Seguendo Sherlock Holmes ci muoviamo attraverso il quartiere di Chinatown, facciamo tappa al Natural History Museum e saliamo sul Tower Bridge, andando a caccia di indizi che, è davvero il caso di dirlo, sono chiari ed evidenti solo al noto investigatore.
Come già successo per il primo film, proviamo ad agganciarci a una vicenda troppo scontata e banale, affidata questa volta alla regia di John Stevenson e alla sceneggiatura di Ben Zazove. Ma se nel primo film qualcosa si poteva salvare, qui è proprio l’impianto narrativo a risentirne di più. La storia del rapimento degli gnomi non è che il pretesto per indagare il rapporto di amicizia tra Sherlock e Watson e quello d’amore tra Giulietta e Gnomeo, relazioni minate nella fiducia dall’atteggiamento troppo arrogante e presuntuoso di Sherlock e Giulietta che non fanno che dare per scontata la presenza dei loro compagni. Il tutto viene infarcito da un mistero esile e poco avvincente dove mancano ritmo e azione, il cattivo è davvero poco credibile e i colpi di scena sono ovvi e telefonati. La comicità è artefatta e ridicola, lo sviluppo poco coinvolgente, la trama talmente debole da rischiare di annoianre persino i bambini a cui il film è principalmente rivolto. Non basta a salvare la situazione nemmeno la colonna sonora con canzoni che portano ancora la firma di Elton John, anche stavolta produttore esecutivo del film.
A peggiorare l’impressione generale c’è poi il doppiaggio italiano con la scelta di confermare quei timbri dialettali e regionali che – ben lontano dal produrre un effetto comico – finiscono per infastidire e appesantire il racconto. Un vero peccato considerato il ricco cast coinvolto nella versione originale, dove spiccano le voci di volti noti come James McAvoy, Emily Blunt, Michael Caine e Johnny Depp, solo per citarne alcuni. Nel complesso Sherlock Gnomes non solo non riesce ad avere la già esigua integrità narrativa del precedente film, ma introduce uno Sherlock poco amabile ed egoista e lo mette al centro di una vicenda davvero troppo faticosa. A salvarsi sono l’animazione, con dettagli e costumi ricercati nella caratterizzazione dei personaggie le location che hanno il pregio di sottolineare la bellezza di Londra, ma restano i pochi aspetti positivi di un film che è un insieme di situazioni sconclusionate e poco credibili in cui il risultato, come direbbe il buon Sherlock, appare un po’ troppo “elementare”.

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