Segreti di famiglia

Segreti di famiglia

- in AL CINEMA, INTERESSANTE
1894
Commenti disabilitati su Segreti di famiglia

A tre anni dalla scomparsa della fotografa di guerra Isabelle Reed, il marito e i due figli di lei si confrontano con i ricordi contradditori che li legano alla donna scomparsa.

Download PDF

Una donna eccezionale, fotografa capace di cogliere e raccontare attimi e persone nei luoghi più pericolosi del mondo, tra guerre e migrazioni che abbiamo sotto gli occhi anche noi; una donna che però, forse, fatica a trovare il suo posto in una famiglia in cui il marito (ex attore) e i due figli forse si sono abituati a fare a meno di lei… O almeno è quello che lei sente, perché invece il racconto del film è tutto pervaso dell’assenza che Isabelle ha lasciato nella vita dei suoi “uomini”, un’assenza a cui ognuno ha reagito in modo diverso senza mai fare veramente i conti con quel vuoto.
L’occasione per farlo arriva con una mostra delle foto di Isabelle allestita con la collaborazione del giornalista con cui la donna collaborava e con cui condivideva i lunghi periodi lontani dalla famiglia. In un andirivieni tra presente e passato la pellicola di Trier sviscera i sentimenti minimi, lacera i rapporti per poi cercare di ricomporli, proponendo un ritratto di personaggi fragili e complicati, tra i quali la Hupper, pur nella sua sporadica presenza, domina in modo innegabile, ritraendo con gli sguardi e le parole una donna piena di contraddizioni ma dal grande fascino.
Non tutto funziona bene in questa coproduzione europea dal ricco cast, e nonostante le ottime interpretazioni qua e là si ha la sensazione di girare a vuoto prima di arrivare al cuore dei personaggi, come se cercando di riprodurre la fatica di comunicare che padre e figli condividono, il regista finisse per dilatare il racconto oltre misura. Va apprezzata d’altra parte la sincerità (e la pietà) con cui vengono svelate le fragilità di ognuno e i piccoli e grandi tradimenti, che si possono superare solo riconoscendo la forza di un legame più profondo, che nemmeno la morte può spezzare.

About the author