Saremo giovani e bellissimi

Saremo giovani e bellissimi

- in AL CINEMA, FILM, INTERESSANTE
1362
Commenti disabilitati su Saremo giovani e bellissimi

Una madre cantante e il giovane figlio chitarrista, una coppia sul palco e nella vita. Finché irrompono nuove persone nel loro rapporto…

Download PDF

Cantante giovanissima di una sola estate, poi diventata subito madre (appena maggiorenne), Isabella ormai superati i 40 anni ripete con ingenuo entusiasmo le sue esibizioni e le sue canzoni di un lontano successo in un piccolo locale di provincia (siamo a Comacchio in provincia di Ferrara), accompagnata alla chitarra dal figlio Bruno (che ha cresciuto da sola). Lei rimorchia ragazzi coetanei del figlio, lui cerca di far mettere la testa a posto a quella madre immatura che sogna di tornare a essere una star e non sa far nulla. Ma il loro è un rapporto troppo stretto e possessivo, anche morboso; con sguardi, gesti e litigate da fidanzati (e infatti a volte li scambiano per tali), non da madre e figlio. E se le cose vanno male da molti punti di vista (i soldi che mancano, l’aiuto e l’affetto della ricca madre/nonna che Isabella rifiuta sdegnosamente e che Bruno vorrebbe), a complicare le cose ci si mettono due incontri: lei con Umberto, ingegnere divorziato e suo fan con cui vorrebbe costruire qualcosa di serio; lui con Arianna, che lo vorrebbe nella sua rock band. Due incontri che potrebbero rilanciarli, o far deflagrare tutto…

Prodotto da CSC Production, la casa di produzione nata all’interno del Centro Sperimentale di Cinematografia per far debuttare i suoi allievi talentuosi, Saremo giovani e bellissimi è il film d’esordio di Letizia Lamartire, passato alla Settimana della Critica di Venezia 2018. Il tema di un rapporto sbagliato madre-figlio non è certo nuovo, ma la giovane regista (classe 1987) lo cala nel contesto musicale e di provincia regalando coloriture originali. Barbora Bobulova è credibile, sia quando canta e si muove sul palco, sia nel disegnare il personaggio di Isabella, donna ancora bella e piena di brio ma infantile e rabbiosa nella difesa del rapporto con Bruno, che vede incrinarsi per “colpa” di un’intrusa; in realtà per colpa di se stessa e della sua incapacità a maturare. Le regge bene testa il giovane Alessandro Piavani nei panni di Bruno, in una storia che alla lunga però si sfilaccia un po’ e finisce per assomigliare troppo a tante altre. E con il consueto difetto di fermarsi alla superficie, alla descrizione dei contrasti (madre-nonna, per esempio), con personaggi che ci incuriosiscono ma rimangono solo abbozzati. Anche la caratterizzazione originale di Massimiliano Gallo – che dà una personalità viva a Umberto, l’uomo che si innamora di Isabella – finisce per non essere un tratto distintivo ma solo a confermare i pregi dell’attore. Mentre l’Arianna di Federica Sabatini sembra uguale a tanti altri personaggi simili, non per limiti interpretativi ma per carenza di “scrittura” del personaggio. Come opera prima si fa apprezzare, ma manca una narrazione forte che sviluppi in modo deciso una storia che inizialmente faceva ben sperare. Rimangono però in mente Isabella e Bruno, e anche l’ambientazione musicale, tra hit anni 90 stucchevolmente melodiche e canzoni contemporanee decisamente più piacevoli.

Antonio Autieri