Roma, Scorsese e tanto altro

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I film della selezione ufficiale

Il programma della Festa del Cinema, in programma dal 17 al 27 ottobre 2019

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Quella che si svolge a Roma dal 17 al 27 ottobre, nei consueti spazi dell’Auditorium Parco della Musica, ovvero la 14ma edizione della Festa del Cinema è ben lontana dalla grandeur veltroniana (e bettiniana) con cui nacque a metà dello scorso decennio. Ma ha già alcuni motivi di grandissimo interesse, l’edizione 2019 del festival diretto da Antonio Monda: uno su tutti, merita da solo il viaggio a Roma e la prevedibile coda agli ingressi; ovvero l’anteprima di Irishman, ritorno al gangster movie per Martin Scorsese, con gli amati Robert De Niro e Joe Pesci, e una new entry d’accezione come Al Pacino. Irishman, molto atteso dopo mesi di rinvii, è già passato al Festival di New York (e non solo), ma ai cinefili romani e italiani va benissimo così, soprattutto chi nn vuole vederlo sullo schermo casalingo di Netflix, dove approderà dal 27 novembre dopo un veloce passaggio nei cinema. Di cui non si sa ancora nulla, ma probabilmente sarà in stile Roma di Cuarón: pochi giorni in teoria – e con pochi cinema che accetteranno di proiettarlo – e poi la possibilità di replicare anche dopo lo sbarco sulla piattaforma indagata dalla procura di Milano per omessa dichiarazione dei redditi.

Ma non ci saranno solo Scorsese e le sue star a calcare il tappeto rosso più lungo d’Italia (e del mondo, sostiene la comunicazione ufficiale). Intanto, il film d’apertura Motherless Brooklyn di Edward Norton, che ritorna alla regia a quasi vent’anni dall’unico suo precedente (la graziosa commedia sentimentale Tentazioni d’amore) alla cinepresa con un poliziesco ambientato negli anni 50 con un bel cast che vede, oltre a Norton, Bruce Willis, Willem Dafoe, Alec Baldwin e Gugu Mbatha-Raw. Affidata a un film italiano, invece, la chiusura, ovvero a Tornare di Cristina Comencini, con Giovanna Mezzogiorno e Vincenzo Amato. Tra i film della selezione ufficiale spiccano poi: Downtown Abbey che riprende l’omonima serie tv terminata nel 2015 dopo anni di successi; Judy, film biografico con Renée Zellweger nei panni di Judy Garland; Hustlers – Le ragazze di Wall Street, con Jennifer Lopez, Constance Wu, Lili Reinhart e Julia Stiles su una truffa organizzata da un gruppo di spogliarelliste; Military Wives di Peter Cattaneo, regista che dopo il folgorante esordio con Full Monty non si ripetè sui quei livelli e dal 2008 dirigeva serie tv; Il peccato di Andrej Končalovskij che nelle note stampa dovrebbe restituire «la passione violenta della creatività di Michelangelo», in un film girato in Italia; Pavarotti, il documentario di Ron Howard sul grande cantante; mentre incuriosisce il ritorno di un autore interessante come Guido Lombardi (Il ladro di giorni, con Riccardo Scamarcio) e sembra un’occasione preziosa il documentario Santa Subito di Alessandro Piva su Santa Scorese, una studentessa (che seguiva il Movimento dei focolarini) che fu uccisa nel 1991 a soli 23 anni da un molestatore psicopatico (considerata serva di Dio dalla Chiesa, che ha aperto la causa di beatificazione). Ma sui film i nostri inviati ci potranno raccontare di più, anche in termini di sorprese o scoperte sempre possibili.

Oltre alla Selezione Ufficiale (non c’è più da anni una giuria che assegna un premio, ma solo il Premio del pubblico come al festival di Toronto: vero modello da sempre per la Festa) e quella denominata “Tutti ne parlano” (con soli tre film, ma spicca La belle époque con Daniel Auteuil apprezzato a Cannes), gli Incontri ravvicinati con autori, attori e protagonisti della cultura italiana e internazionale che dalla prima edizione sono forse la cosa più interessante e caratterizzante (poche altre grandi rassegne hanno questa occasione di far vedere da vicino, e rilassati, i grandi nomi portati ogni anno dal festival romano) che quest’anno prevedono tra gli altri Fanny Ardant, Olivier Assayas, Ethan Coen, Benicio Del Toro, Bertrand Tavernier e John Travolta. E poi le retrospettive, i restauri, gli omaggi. Accanto alla Festa, come sezione autonoma e parallela, l’apprezzata Alice nella città con le sue proposte per ragazzi, con tante possibili rivelazioni ma anche attese anteprime tra cui Light of My Life di Casey Affleck, Maleficent: Signora del Male, La famiglia Addams, Il giorno più bello del mondo di Alessandro Siani (ma in concorso ci sarà anche il film di animazione, già passato a Cannes, La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Lorenzo Mattotti).

Ci sono poi due nuove e interessanti sezioni: Duel, in cui due personalità del mondo artistico, della cultura e dello spettacolo si sfidano davanti al pubblico, confrontando opinioni divergenti su temi legati al cinema, ai suoi protagonisti, alle sue storie, anche se probabilmente dal taglio troppo accademico (tra gli argomenti dei duelli: Viale del tramonto / Eva contro Eva; Fellini / Visconti; Chaplin / Keaton… E perché scegliere, in questi casi, uno dei due? Pfacile magari in Godard / Truffaut… Ma c’è anche DC Comics/ Marvel); e Fedeltà/Tradimenti, in cui noti scrittori italiani e internazionali commentano la trasposizione cinematografica di celebri opere letterarie.

Infine, i numeri della 14ma Festa: 33 film e documentari nella Selezione Ufficiale; 13 Incontri ravvicinati; 15 titoli per la nuova sezione, 13 per quella Fedeltà/Tradimenti; 7 le Preaperture nella città; 12 gli Omaggi e i Restauri; 2 Retrospettive, dedicate al giapponese Hirokazu Kore-Eda e a Max Ophüls. Premi alla carriera al grande Bill Murray che sarà consegnato da Wes Anderson, e alla brava Viola Davis: anche loro incontreranno il pubblico romano.

Antonio Autieri

About the author

Scrivo di cinema dal 1992. E dal 1994 dirigo giornali, giornalini, ora testate on line...