Il ritorno di Mary Poppins

Il ritorno di Mary Poppins

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I fratelli Banks sono cresciuti, ma una catastrofe finanziaria minaccia la loro esistenza: Ancora una volta, l’aiuto inaspettato arriverà dalla misteriosa e affascinante bambinaia.

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Arduo il compito di chi deve confrontarsi con un capolavoro che, nonostante sia uscito nell’ormai lontano 1964, ancora è ben impresso nella memoria di grandi e piccini. E non stiamo parlando di un qualsiasi “banale” supereroe uscito da un album di fumetti, alla Batman o Hulk, di cui girare un remake. Qui si tratta niente di meno che riproporre Mary Poppins, uno dei capisaldi della letteratura per i bambini del ‘900, nonché un incredibile successo del cinema americano; un film per la cui realizzazione lo stesso Walt Disney dovette a lungo corteggiare Pamela L. Travers (come raccontava pochi anni fa il film Saving Mr Banks), la ruvida autrice del libro che non ne voleva sapere di canzoncine, pinguini e assurdi vocaboli come “Supercalifragilistichespiralidoso”.

Ma di racconti che vedono protagonista la superumana “nanny” della famiglia Banks ne rimangono da scoprire tanti, e il ricordo di Julie Andrews che balla sui tetti con Dick Van Dyke è capace ancora di commuovere anche chi non ama particolarmente i musical. Lecito quindi che la Disney, sempre alla ricerca di nuove storie per bambini “di tutte le età”, abbia deciso di rinverdirne i fasti: così siamo qui a scrivere di Il ritorno di Mary Poppins e la sua uscita in grande stile su tutto il pianeta.

Sempre ambientato a Londra, durante la crisi dei primi anni 30, il film ha come protagonisti Jane e Michael Banks, che ora sono persone adulte: Michael (Ben Whishaw) è vedovo con tre figli, e ha dovuto sostituire le sue velleità di pittore con un impiego part-time nella stessa banca dove lavorava suo padre. La sorella Jane (Emily Mortimer) ha ereditato dalla madre l’impegno sociale e difende i diritti dei lavoratori. Ma insieme non riescono a evitare che un decreto di sfratto per un’ipoteca non pagata penda sulla casa di Viale dei Ciliegi. Come evitare di abbandonare la casa piena di ricordi nella quale erano cresciuti? Sarà anche questa volta un aquilone, tirato dal lampionaio Jack (Lin-Manuel Miranda) a riportare sul prato del parco davanti a casa la governante “praticamente perfetta” che ancora una volta dovrà venire in aiuto della famiglia Banks al completo.

Il film ricalca fedelmente lo schema del precedente: Mary Poppins arriva, si scontra con lo scetticismo degli adulti (Jane e Michael per primi, convinti che le vecchie avventure siano state frutto della loro fantasia), ma incontra subito la curiosità e l’entusiasmo dei più piccoli. E fin dal primo incontro scopriranno le incredibili possibilità che si aprono quando si è in compagnia di Mary Poppins. Avventure tra i disegni di un vaso, stanze che ruotano su sé stesse, animali parlanti: tutto il repertorio classico viene rivisto, grazie ai passi da gigante degli effetti speciali, all’esperienza Disney nelle animazioni, all’uso intelligente di alcune scene classiche: il balletto coi lampionai in bicicletta, ad esempio, è una felice contaminazione tra il contemporaneo e il ricordo dell’analoga scena con gli spazzacamini. Canzoni orecchiabili e la presenza di alcuni personaggi interpretati da attori famosi del presente e del passato (Meryl Streep nel ruolo di Topsy, Angela Lansbury che con la naturalezza di una trentenne canta e distribuisce palloncini, l’incredibile Dick Van Dyke che a novant’anni passati balla sui tavoli) aiuteranno a fissare nella memoria anche questo film.

Purtroppo chi ha amato il primo Mary Poppins non può far a meno di paragonare e notare anche alcuni limiti: l’avventura nei disegni non ha lo stesso impeto giocoso dell’animazione di un tempo, le canzoni probabilmente ci metteranno un po’ più a farsi strada (ma onore alla splendida voce di Serena Rossi che le doppia in italiano); soprattutto, ciò che stupisce è la poca enfasi che viene data proprio alla protagonista. Emily Blunt è un’attrice fantastica (“praticamente perfetta”, tanto per citare il suo personaggio): recita, balla con una scioltezza che Julie Andrews certamente non aveva, canta da professionista; eppure Mary Poppins sembra essere un personaggio “a latere” del film, dominato più dalle sfortune finanziarie della famiglia e dal contrasto col cattivo banchiere interpretato da Colin Firth, che dalle magie che tutti si aspetterebbero dal nasino di Mary Poppins. Sarà forse per un prossimo episodio? Lo speriamo tutti.

Beppe Musicco