Ralph spacca Internet

Ralph spacca Internet

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Sei anni dopo aver salvato il videogioco dalla vendetta di Turbo, alla console di Sugar Rush si rompe il volante; Ralph e Vanellope dovranno navigare in Internet attraverso il nuovo router wifi appena installato, per trovare il pezzo sostitutivo e salvare il gioco.

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C’è fermento tra i personaggi che si trovano nel grande spazio, dall’aspetto dell’atrio di una stazione ferroviaria (ma che in realtà è una multipresa di corrente), che collega tutti i video nella sala giochi del signor Litwak. Sembra stia per essere inserito un nuovo videogioco, ma -sorpresa! – è una porta per il WiFi, un ingresso finora sconosciuto ma che permette a Ralph (una specie di gigante spaccatutto) e alla sua amica Vanellope (una minuta e impertinente pilota di auto da corsa) di accedere al finora misterioso mondo di Internet.

Questi è dipinto come una vera, splendente ed enorme città del futuro, nei cui bassifondi (il dark web) si aggirano tipi loschi in impermeabile che promettono codici per cambiare identità, mentre nel cielo svettano gli altissimi brillanti palazzi delle grandi corporation (Amazon e Google, naturalmente, oltre ad altre di invenzione). I due si rivolgono immediatamente a eBay per cercare il volante nuovo e impedire che il vecchio gioco sia buttato, ma dove trovare i soldi per pagarlo e recapitarlo al mondo reale?

Inizia così un viaggio avventuroso per recuperare crediti e denaro, con Vanellope che entra come pilota in un videogioco di corse distruttive, e Ralph che diventa una star di BuzzTube (l’analogia è evidente) con video demenziali nei quali si esibisce con smorfie e grugniti. Non mancano i legami con la nostra realtà di fruitori della rete, come i pop-up, che saltano fuori da ogni parte con assurde proposte, o il momento di sincero scoramento che prende Ralph quando legge i commenti crudeli ai suoi video. Ma neanche parentesi molto divertenti, come quando Vanellope si trova in casa Disney (che produce anche il film) e incontra tutti i personaggi più famosi, Marvel compresi, o quando è in compagnia di tutta la schiera delle principesse, sempre in attesa di un principe azzurro cui vivere accanto, e le convince a dismettere abiti da cerimonia per un abbigliamento più comodo e pratico.

Ma il cuore significativo del film (per cui ci sentiamo di consigliarlo), è sempre il rapporto tra il grosso Ralph e la piccola Vanellope. Entrambi i personaggi sono molto cresciuti rispetto a Ralph Spaccatutto: Ralph è una figura semplice, un amico grande e grosso che non ha studiato; di giorno disfa tutto, poi lo ricostruisce e va a bere birra nel solito bar in attesa di un nuovo giorno in cui ricominciare a far le stesse cose. A Vanellope questo non basta più, ha visto cose nuove e affascinanti, vuole imparare e fare nuove esperienze. Queste esigenze contrastanti mettono alla prova l’affetto che lega i due: Ralph riconosce i propri limiti, vuole migliorare, perché Vanellope abbia stima di lui, ma soffre evidentemente il distacco.

Sono temi profondi anche in un film per bambini, ma che da essi possono essere compresi perfettamente, richiamando anche gli adulti che si sono divertiti coi videogiochi e ora magari li alternano ai video di YouTube. Di certo è un film riuscito e divertente, che può essere di spunto anche a domande interessanti che tutti, indipendentemente dall’età, dovremmo farci.

Beppe Musicco

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