Il ragazzo che diventerà re

Il ragazzo che diventerà re

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Un ragazzo inglese di dodici anni estrae una spada da una roccia, che sembra essere proprio quella di Artù… Sarà l’inizio di un’avventura incredibile.

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Alexandre Elliott, per tutti Alex, ha 12 anni, vive con la madre e gli manca il padre di cui gli rimane solo un libro (con dedica) sulle leggende di re Artù. Ha un solo amico, l’indiano Bedders, ma entrambi sono vittime di un paio di bulli a scuola, un ragazzo e una ragazza particolarmente arroganti e aggressivi. Tutto sembra andare male nella sua vita quando una sera trova una spada conficcata in un grosso masso: la sfila facilmente e poi, con il suo amico, osserva strane scritte incise sopra… Che sia la mitica Excalibur? Impossibile, eppure… E quando arriva a scuola un giovane che dice di essere il mago Merlino le cose si complicano maledettamente. Ma presto Alex, insieme a Bedders e con due “cavalieri” ancora più improbabili, dovrà mettere da parte le paure e accettare una missione e un destino da re, combattendo di conseguenza la strega Morgana (che da sempre vuole conquistare la spada) e i suoi guerrieri che si risvegliano dopo secoli, in una battaglia per la salvezza del mondo.

La storia di re Artù e della spada nella roccia è stata raccontata dal cinema in mille modi. Il ragazzo che diventerà re sceglie la strada – di per sé non inedita – dell’attualizzazione al presente, che parte da un prologo storico che allude alla difficile situazione britannica ai tempi della Brexit (con quell’accenno al Paese «diviso e senza leader») e arriva ad Alex, ragazzino di oggi complessato e senza apparenti qualità. Che, come da film d’avventura e di formazione che si rispetti, scoprirà ovviamente di avere. Anche il quartetto che si forma – con il fidato Bedders e due nemici che diventano alleati come Artù ha insegnato – ricalca tante avventure per ragazzi viste al cinema (Stand by Me, I Goonies e tanti altri) in cui i pericoli cementano il coraggio di ognuno ma anche l’amicizia e il rispetto reciproco; ma i rimandi cinematografici (La spada nella roccia della Disney su tutti) e anche letterari che si possono ritrovare sono abbondanti, pur senza appesantire la storia con un citazionismo fuori luogo.

Il film di Joe Cornish, che si rivelò con l’interessante film di fantascienza Attack the Block – Invasione aliena, è appassionante nelle scene d’avventura e di azione (anche se a tratti un po’ confuse, come quasi sempre quando ci sono troppe battaglie) e anche molto divertente, tra simpatia e ottima caratterizzazione dei personaggi, gag e qualità dell’umorismo; cui si aggiunge una nota di tenerezza nella speranzosa ricerca di un padre che si tramuta in disillusione. Molto bravi gli interpreti principali: se Louis Ashbourne Serkis, figlio di Andy Serkis (attore diventato famoso “camuffato” mentre dava le movenze a Gollum e ad altri personaggi animati o fantasy, e poi mostratosi al naturale e diventato anche regista), si disimpegna bene da protagonista, Angus Imrie in quelli di Merlino nelle sembianze giovanili (che si trasforma velocemente alla bisogna) è una vera rivelazione, per capacità di sembrare davvero una figura d’altri tempi in un mondo contemporaneo.

Il ragazzo che diventerà re non è certo un capolavoro nel suo genere, che non innova ma cui si ancora in maniera abbastanza classica. Ma ha il pregio di non tradire il suo destinatario, ovvero il pubblico dei ragazzi, proponendo avventure all’altezza della loro età e valori classici di film di questo genere (il coraggio, l’amicizia, l’onore) senza scadere mai, e rinverdendo il mito di Artù e dei suoi cavalieri. Un mito immortale, che si rivede ogni volta con piacere anche in contesti molto differenti.

Antonio Autieri