Quanto basta

Quanto basta

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Storia dell’amicizia tra lo chef Arturo, finito ai servizi sociali, e Guido, un ragazzo autistico ma con la passione (e il talento) per la cucina.

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Arturo è un grande chef e una persona violenta, finito in prigione per rissa. Quando esce si trova costretto a scontare una pena ai servizi sociali, insegnando cucina in un centro per ragazzi autistici. Tra questi ragazzi c’è Guido, con la sindrome di Asperger, ma con un gran talento per la cucina. Tra Arturo e Guido cresce un rapporto che andrà a portare il ragazzo ad un concorso per giovani cuochi. In questo viaggio di educazione reciproca Arturo si troverà costretto ad affrontare la nemesi chef simil-Cracco, a riscoprire il rapporto con il vecchio maestro e a misurarsi completamente con il ragazzo nel suo nuovo e obbligato ruolo di educatore.

Una storia semplice, anche già vista: l’amicizia improbabile, la strana coppia eccetera… Eppure questo piccolo film, nella sua semplicità, è singolare e forte nei temi raccontati: l’autismo, l’educazione, la cucina. Per quanto comuni questi temi non sono cosi frequenti al cinema, invece in questo film viene mostrato il rapporto in qualche modo obbligato tra un adulto e un ragazzo autistico e come questo rapporto possa essere occasione di crescita per entrambi, il tutto in una divertente ambientazione di contest culinari in stile Masterchef. La cucina è il campo dove il rapporto tra insegnante e alunno si gioca, generando anche numerose gag divertenti in stile “strana coppia”, ed è un ambiente descritto con tutti gli splendori e le miserie dello show business culinario contemporaneo.

I più cinici o intellettuali potrebbero dire che è un film banale e buonista: ma il regista e sceneggiatore Francesco Falaschi (al suo quarto film), nonostante una confezione qua e là un po’ troppo televisiva, riesce a dare un suo spessore al rapporto tra i due protagonisti. Vinicio Marchioni (Scialla!), sempre bravo, interpreta in modo credibile Arturo, mentre il giovane Luigi Fedele (già padre adolescente in Piuma) si conferma un promettente talento del cinema italiano. Tutto è abbastanza prevedibile, compresa la love story non troppo fondamentale tra Arturo e l’assistente sociale interpretata da Valeria Solarino, ma c’è qualche sorpresa di insospettabile e triste realismo, come la ragazza di cui Guido si innamora che non ricambia, come molto probabilmente succederebbe nella realtà, oppure nel finale che per quanto positivo ha luogo in un contesto un po’ triste.

Insomma Quanto basta è un film semplice, ma ben fatto, che diverte, regala qualche emozione e permette di porsi nuovamente davanti al rapporto educativamente difficile, ma non per questo umanamente meno stimolante, con ragazzi impegnativi. E i film semplici fatti bene a questo mondo servono. Per citare il protagonista del film: «A questo mondo serve più uno spaghetto al pomodoro fatto bene che non un branzino al cioccolato».

Riccardo Copreni

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