PPZ – Pride + Prejudice + Zombies

PPZ – Pride + Prejudice + Zombies

- in AL CINEMA, FILM
3127
Commenti disabilitati su PPZ – Pride + Prejudice + Zombies
Mediocre

Le cinque sorelle Bennet sono, come nel classico romanzo alla ricerca di un marito, ma devono anche difendersi da orde di zombie affamati…

Download PDF

Recensione

Replicando il mix che qualche anno fa aveva accostato Abramo Lincoln ai Vampiri (La leggenda del cacciatore di vampiri, tratto da un bestseller dello stesso autore Seth Graham-Smith), mettendo il presidente abolizionista a decapitare succhiasangue con l’accetta, qui ritroviamo Elizabeth Bennet, l’eroina del più noto romanzo di Jane Austen non solo a combattere la rigida etichetta dell’epoca, ma anche a difendersi a colpi di arti marziali cinesi dagli zombie affamati che hanno invaso l’Inghilterra. Il presupposto è talmente assurdo da suonare originale; e almeno nella prima parte non si può fare a meno di apprezzare l’impegno con cui gli autori hanno cercato di incastrare i punti principali di un plot romantico che milioni di donne sanno a memoria (e non solo per aver letto il romanzo, ma anche per la visione di diversi adattamenti di successo, cui non si manca di fare l’occhiolino come nell’immancabile bagno in camicia di Mr. Darcy) con lotte all’ultimo sangue a colpi di spada cazzotti e pistole, mentre ci si domanda quale dei personaggi noti finirà per trasformarsi in un non morto barcollante.
Il gioco però funziona fino ad un certo punto, anche perché se il vampirismo era una metafora un po’ esotica ma calzante della schiavitù contro cui Lincoln si era effettivamente battuto, qui gli zombie finiscono per essere un diversivo un po’ ripetitivo e senza un significato né una mitologia. Se non si considerano tali gli accenni un po’ confusi alla distinzione tra aristocrazia e popolino (che pare riprodursi anche tra i non morti), il film non tenta nemmeno qualche affondo di critica sociale, che è vocazione naturale dello zombie movie.
Se secondo alcuni Orgoglio e pregiudizio era un romanzo in cui sostanzialmente un uomo cambiava i suoi modi e una giovane donna le sue opinioni, qui Elizabeth e Darcy tra una schermaglia e l’altra hanno tempo di salvare l’Inghilterra da un confuso piano apocalittico in cui, guarda caso, ci mette lo zampino pure il solito cinico Wickham, che stavolta non si limita a sedurre giovani fanciulle per mettere le mani sulla loro dote.
Il tutto riesce a coinvolgerci fino a un certo punto e se può anche essere divertente sentire pronunciare la famosa dichiarazione di Darcy mentre lui e la sua amata mettono alla prova le rispettive abilità guerriere a colpi di attizzatoio e tagliacarte, la mancanza di profondità dei personaggi (il cast, se si escludono i due protagonisti e un paio di personaggi azzeccatissimi, è più giovane e carino che memorabile) e la fretta con cui la trama procede soprattutto nella seconda parte finiscono per trasformare il tutto in un frullato alquanto discutibile di elementi poco compatibili.
La spudoratezza, per non dire l’hybris di un finale aperto (non si capisce se per incapacità di tirare tutte le fila del racconto in tempo utile o per la speranza di un secondo episodio), mette la definitiva pietra tombale su un esperimento di cucina fusion cinematografica da non ripetere. Ma con i non morti non si sa mai, tornano sempre quando meno te lo aspetti.

Laura Cotta Ramosino