Polar Express

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Un bambino scettico sull’esistenza di Babbo Natale deve ricredersi: è arrivato sotto casa il Polar Express, il treno che lo porterà alla

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Un bambino scettico sull’esistenza di Babbo Natale deve ricredersi: è arrivato sotto casa il Polar Express, il treno che lo porterà alla residenza di Babbo Natale.,Un film curioso questo 'Polar Express', che coniuga vecchio e nuovo. Nuovi effetti digitali in grado di rimodellare dal nulla e riprodurre in età diverse un versatile Tom Hanks grazie a una nuova tecnica, la Performance Capturing che digitalizza espressione, volti e recitazioni di attori in carne e ossa. Ma c’è anche tanta tradizione nell’ultimo film di Robert Zemeckis ('Ritorno al futuro', 'Forrest Gump', 'Contact'): una fiaba natalizia all’insegna del politicamente corretto, dove gli adulti sono messi da parte per lasciar spazio ai bambini unici protagonisti e al loro sguardo, puro e incantato sul Natale. Un Natale dei buoni sentimenti, sempre più dimenticato dai bambini moderni e che pure resiste negli occhi e nel cuore del protagonista, un bambino scettico sull’esistenza di Babbo Natale e che dovrà ricredersi dopo un incredibile e avventuroso viaggio sul treno di Babbo Natale stesso, il Polar Express. Il Natale del carbone per i bambini cattivi e del primo premio per chi, dopo imprese ardue e difficoltose (e alquanto paurose per un pubblico di bimbi), si distinguerà per la propria generosità e integrità. Il Natale dei bambini bianchi e di quelli neri, dei bambini soli che trovano amici veri e di quelli saputelli che imparano lezioni di umiltà. Il Natale degli elfi (che troppo somigliano agli orchetti di Jackson per essere simpatici). Il Natale serioso e moralista, targato Zemeckis: spettacolare come un ottovolante, vagamente New Age (con il biglietto del treno che svolazza per la Natura come nel finale di 'Forrest Gump'). Il Natale del Tempo (l’ossessione della puntualità per il capotreno), come erano state acute riflessioni sul Tempo e sui possibili paradossi temporali, film come 'Ritorno al futuro', 'Contact' e 'Cast Away'. Il Natale delle fiabe: innevato, positivo, sognante. Il Natale dello Spirito, anche se all’insegna di una religiosità totalmente laica, centrata non sul mistero della Nascita di Dio ma sulla mitologia ornamentale di un buon uomo che una notte all’anno fa del bene. Ma soltanto ai bambini buoni.,Simone Fortunato,

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