Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar

Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar

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Jack Sparrow alle prese con nuove avventure mentre cerca di sfuggire alla furia di Salazar, determinato ad annientare i pirati…

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Quinto capitolo di una tra le saghe cinematografiche più amate, Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar recupera buona parte dell’ironia e dell’originalità che aveva caratterizzato la prima pellicola e dona vigore e credibilità a un film che con gli ultimi sequel aveva parecchio annaspato e perso spessore. Dopo Gore Verbinski e Rob Marshall, la regia passa nelle mani di Joachim Rønning ed Espen Sandberg che aprono i giochi con un prologo necessario a orientare lo spettatore. La sequenza iniziale del film introduce immediatamente il protagonista, riannoda le fila del discorso e chiarisce la mission: recuperare il Tridente di Poseidone, tesoro speciale in grado di porre fine a maledizioni e incantesimi di ogni genere. Intorno a questo oggetto dei desideri si muovono anche altri due personaggi della storia: l’astronoma Caryna Smith, studiosa delle stelle creduta da tutti una strega, che si avventura nei mari perché mossa dal desiderio di scoprire cosa c’è di vero nel diario speciale che suo padre, mai conosciuto, le ha donato da bambina; Jack Sparrow, che dopo aver scatenato l’inferno, liberato Salazar e i suoi dal Triangolo del Diavolo, si ritrova per necessità a dover affrontare un pericoloso nemico intenzionato a fare strage di pirati e a eliminare dalla faccia della terra lo stesso pirata. I destini di questi due si incrociano fin da subito con quello di Henry, mosso dal desiderio di liberare suo padre da una condanna eterna che lo ha relegato a vivere rinchiuso negli abissi.

In mezzo c’è tutto quello a cui i pirati ci hanno da tempo abituato: c’è il ritmo di una storia più convincente da un punto di vista narrativo dove l’azione solca i mari in perfetto equilibrio con l’ironia, ci sono i dialoghi e le battute fulminanti, c’è la comicità perfetta di Sparrow, pirata ubriacone e donnaiolo che ha perso fascino e charme e sembra perseguitato dalla cattiva sorte a tal punto che nemmeno i suoi più fidati uomini riescono più a seguirlo; ci sono due nuovi protagonisti, molto più centrali di quanto possa apparire, che relegano il ruolo di Sparrow a quello di co-protagonista, ci sono i cattivi, credibili nella caratterizzazione e nelle fattezze – grazie anche e soprattutto a un uso ricercato degli effetti speciali – e c’è l’emozione di rivedere in scena vecchie conoscenze a cui viene persino donato uno spessore inaspettato. E la sorpresa e il divertimento regalati dai camei di nuovi personaggi dell’universo musicale che, sebbene in scena per soli cinque minuti, appaiono come una ventata d’aria fresca.
Tecnologia raffinata, look da brividi, cornici suggestive dove prendono piede battaglie terribili che si giocano nell’opposizione tra le diverse flotte navali, maestose creature, pirati fantasmi, zombie spaventosi abitano la superficie di questo film che riesce a mettere al posto giusto i pezzi del racconto, attraverso due ore di puro divertimento nel quale l’avventura è ancora uno spettacolo e dove i legami famigliari e i desideri più umani spingono i cuori di tutti i personaggi che cercano la felicità nelle cose semplici della vita. E se sia davvero l’ultimo o meno non ci è ancora dato di saperlo, ma il consiglio è di fermarvi fino alla fine dei titoli di coda e prestare attenzione alla scena finale, perché più di qualcosa ci dice che il viaggio è ancora lungo e che sono ancora molti i mari e i porti dove vedremo approdare i nostri avventurosi pirati.

Marianna Ninni

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