Flint Lockwood è un giovane scienziato alquanto strampalato. Fin dalla fanciullezza si è sempre cimentato in pazze invenzioni che lo hanno reso lo zimbello dell’isola su cui vive. Solo la madre crede in lui, spronandolo nella sua vocazione e regalandogli un bianco camice da superprofessore. Ora però Flint è cresciuto, la madre è morta e il padre ha perso fiducia in lui, costringendolo a lavorare nel suo negozio di pescheria. Tuttavia Flint brevetta in segreto una speciale macchina che trasforma l’acqua in cibo e quando questa finirà nell’umida atmosfera atlantica, un’immensa pioggia di cibo ricoprirà l’isola di pietanze. Flint diventa l’eroe, si lega alla giornalista Sam Sparks e viene convinto dall’obeso sindaco a perseverare nell’esperimento. Un tornado di spaghetti e l’alto tasso di colesterolo danno però inizio alla catastrofe.,Preziosa sorpresa questo film d’animazione del duo Phil Lord (esordiente) e Chris Miller (Shrek Terzo). Piovono polpette non è un film della Pixar ma quanto a contenuti potrebbe esserlo. Per il semplice motivo che con questo film i registi scelgono di rivolgersi a grandi e piccini parlando della vita in tutte le sue problematiche. Si parla anzitutto di vocazione: Flint sa di essere un disastro e anche sua madre ne è consapevole. Poco importa, perché entrambi sanno anche che lo scienziato è ciò che lui deve fare, perché in quel mestiere riesce sempre a metterci tutto sé stesso, sentendosi libero. Vi è poi il problema della relazione tra Flint e suo padre che ha perso fiducia in lui dal momento in cui la moglie è morta. Giusto, la morte: persino questa entra in gioco, come accade nel capolavoro della Pixar Up!. E come in Up! a cambiare le cose è un incontro con un'altra anima incompresa, quella della giornalista Sam Spark. Una ragazza bellissima che finirà per stare con quello scienziato fallimentare e pure un bel po’ bruttino, andando oltre le apparenze e innamorandosi della sua sincerità, del suo non bisogno di mascherarsi. Ancora si parla di attualità, del problema (non solamente americano) dell’obesità. Così la genialità del film sta nella capacità dei registi di trattare tutto questo universo di problemi educando e non spaventando, divertendo (si ride sanamente dal primo all’ultimo minuto) e facendo riflettere. Lo si ripeta: per grandi e piccini. Indistintamente. Questo dona dignità immensa a un giocattolo d’animazione.,Nota finale: il 3D aggiunge pochissimo. ,Andrea Puglia,