Piccoli Brividi 2 – I fantasmi di Halloween

Piccoli Brividi 2 – I fantasmi di Halloween

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Il giorno di Halloween due ragazzi scoprono un libro chiuso, lo aprono e appare loro un pupazzo da ventriloquo parlante. Sarà l’inizio di molti guai.

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Sonny e Sam sono due ragazzini che il giorno di Halloween trovano in una casa abbandonata un libro chiuso di R. L. Stine (l’autore dei Piccoli brividi): aprendolo risvegliano Slappy, un pupazzo da ventriloquo parlante che si rivela essere malvagio e che andrà a dare vita a tutti i costumi e le decorazioni Halloween. Per affrontarlo i due ragazzi dovranno ricorrere all’aiuto della sorella di Sonny che sta attraversando crisi adolescenziali,  al vicino di casa e poi anche all’autore stesso R. L. Stine.

Secondo capitolo della saga di film tratta dai libri horror per ragazzi di R. L. Stine. Se il primo capitolo, Piccoli Brividi del 2015 (diretto da Rob Letterman), risultava divertente e gradevole, questo secondo capitolo ha perso qualsiasi idea originale e divertente. La sceneggiatura ricicla un contesto e un’atmosfera da film fantastico degli anni 80 (i film di Joe Dante e Spielberg): i due protagonisti looser, il grassottello un po’ nerd e il ragazzo di colore più spigliato ma comunque considerato uno sfigato, che accidentalmente risvegliano mostri e forze fantastiche. Sono protagonisti già visti in film come Explorers, I Goonies o I Gremlins, e ancora in tempi più recenti nella serie Stranger Things; tutto già visto e riproposto ancora senza un’idea veramente originale di personaggi e atmosfera, che però comunque funzionano soprattutto per i più giovani.

La parte fantastica, poi, è un’accozzaglia di mostri in una situazione che invece sembra più appartenere ad uno speciale televisivo di Disney Channel, e non bastano a risollevare la situazione nemmeno i buoni effetti visivi curati dal Sony Animation Studio. In tutto ciò il regista Ari Sandel, che altrove nel documentario o nella commedia romantica ha prodotto risultati quantomeno apprezzabili (L’A.S.S.O nella manica, la commedia Netflix Se ci conoscessimo oggi) si limita a dirigere svogliatamente il traffico, come si trovasse ad affrontare appunto uno speciale televisivo. La cosa di gran lunga migliore è la breve apparizione di Jack Black (in un ruolo che è poco più di un cammeo) che riprende il simpatico personaggio del primo film R. L. Stine.

Insomma, Piccoli Brividi 2 è un film mediocre, senza troppa inventiva e fantasia, che però a modo suo scorre liscio in una confezione più televisiva che cinematografica, che può far sbadigliare gli adulti ma che di sicuro ad un pubblico di più piccoli può divertire.

Riccardo Copreni