Peter Rabbit

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Il coniglietto Peter ingaggia una battaglia senza esclusione di colpi con il giovane McGregor che non è disposto a dividere con lui e i suoi amici il suo splendido orto…

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I racconti di Peter coniglio sono il frutto delle fatiche letterarie di Beatrix Potter, conosciutissima nel mondo anglosassone e meno da noi. Qualche anno fa una biografia cinematografica con protagonisti Renée Zellweger e Ewan McGregor, che ne aveva raccontato anche la storia d’amore poco convenzionale con il suo editore, ebbe poca fortuna.

In ogni caso in questo live action, a parte l’indiretto omaggio all’autrice nel nome della protagonista femminile umana, poco rimane dello spirito originale dei racconti, che si trasformano in una specie di slapstick comedy in stile Tom e Jerry, dove la sfida è tra il roditore astuto e senza paura e un giovane umano che ha la pessima idea di sbarrargli la strada verso i suoi ortaggi. Al vecchio e burbero McGregor dei racconti originali (che tira le cuoia a inizio film per un infarto, proprio quando aveva finalmente acchiappato il coniglietto e si accingeva a trasformarlo in una torta da forno) si sostituisce, infatti, il pronipote Thomas, Domhnall Gleeson, ottimo protagonista di film come Ex machina e Questione di tempo, che farebbe bene a non accumulare altri ruoli come questo o quello dell’insulso generale Hux di Star Wars.

Thomas, dotato di back story lacrimevole e di un carattere ossessivo che, dopo l’ingiusta perdita di una promozione da Harrods, gli fa perdere la pazienza e il posto di lavoro, intreccia un’improbabile storia d’amore con la graziosa Bea, cui ovviamente deve nascondere le sue intenzioni bellicose nei confronti degli amabili coniglietti. Intenzioni peraltro condivise da Peter che, arrabbiatissimo per essere stato sostituito nel cuore della ragazza da quell’umano ingombrante, trasforma la guerra per carote e cavolfiori in una specie di rivalità amorosa.

Nei quadri di Bea, aspirante pittrice che affida le sue speranze ad improbabili e bruttissime opere astratte, ma che come passatempo si dedica anche a ritrarre i suoi amici conigli, c’è l’altro rimando all’opera della Potter (i disegni di Bea vengono proprio da lì). Ed è sempre a Bea che viene affidata la morale, semplice semplice, di tutta la storia: gli animali erano qui prima di noi e allora bisogna essere disposti a condividere con loro. Un sermoncino che suona convincente solo a metà, soprattutto dopo aver visto come Peter e la sua compagnia riducono casa e giardino di McGregor, con risultati che ricordano più la casa di una confraternita studentesca dopo il party annuale che un idilliaco paradiso terrestre.

Tutti questi difetti non hanno impedito alla pellicola di superare i cento milioni di incasso negli Usa, dove il pubblico delle famiglie ha gradito la mescolanza, in effetti molto riuscita, tra umani e animali digitali e non si è fatto scoraggiare da una storia tanto improbabile quanto prevedibile. Sicuramente ha aiutato il parterre di nomi famosi che dà voce ai personaggi nella versione originale, da James Corden a Margot Robbie (qui da noi ci dobbiamo accontentare del conduttore radiofonico Nicola Favino), anche se dubitiamo che qui in Italia il coniglio malandrino replicherà il successo.

Laura Cotta Ramosino

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