Paradise Now

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Una giornata nella vita di due kamikaze palestinesi. L’ultima, ovviamente, almeno nelle intenzioni. Perché qualcosa va storto nell’organizzazione dell’attentato che dovrebbe seminare

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Una giornata nella vita di due kamikaze palestinesi. L’ultima, ovviamente, almeno nelle intenzioni. Perché qualcosa va storto nell’organizzazione dell’attentato che dovrebbe seminare morte tra gli israeliani “occupanti” e regalare il Paradiso (da cui il titolo “Paradiso ora”) ai due giovani, amici per la pelle.,In quella fatidica giornata, i ruoli dei due si ribaltano: quello che era del tutto convinto della necessità dell’immolarsi alla causa dello stato palestinese e dell’odio contro gli israeliani, al secondo tentativo cambierà idea. Mentre il secondo, apparentemente più legato alla vita – c’è una ragazza con cui sembra poter nascere una storia, e lei è figlia di un leader ucciso che vuole interrompere la spirale delle vendette – strada facendo si irrigidirà nella ricerca del “martirio”. Anche perché oppresso da un antico senso di colpa legato al padre.,Ben girato, ben interpretato e con un senso cinematografico implacabile, che fa crescere l’angoscia e la suspance con il passare dei minuti, Paradise Now è un film agghiacciante eppure utile a entrare nella mentalità di chi si fa saltare in aria per distruggere un nemico. In realtà nel film, che sta ottenendo un discreto successo internazionale a livello di critica e premi, si pone maggiormente l’accento sulla disperazione cui sono costretti i palestinesi dei Territori occupati, le cui acque sarebbero avvelenate dagli israeliani e le cui condizioni di miseria e perfino l’impossibilità di muoversi non permettono di immaginare un futuro decente. Elementi oggettivamente da tener conto nell’analizzare la situazione storia del popolo mediorientale senza patria, ma che suonano alla fine come la giustificazione del terrorismo. Anche se abilmente si sfuma il taglio, con figure più controverse o dubbiose. Peraltro, la figura più terribile è quella dell’ideologo palestinese, un apparentemente mite insegnante che sproloquia e pontifica per motivare i potenziali kamikaze (“lottare per la libertà può voler dire morire…Tu sei stato scelto per cambiare le cose”), ma che ovviamente non rischia neppure un pelo della barba mentre manda a morire due ragazzi esaltati.,Antonio Autieri,

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