Oscar, Del Toro e gli altri vincitori

Oscar, Del Toro e gli altri vincitori

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Quattro Oscar per "La forma dell'acqua", tra cui miglior film e regia

I premiati alla 90ma edizione del massimo riconoscimento cinematografico mondiale

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Era considerata l’annata delle donne, dopo lo scandalo delle molestie. Diciamo che la 90ma edizione degli Oscar ha un po’ saldato questo tema e altri dominanti nelle precedenti edizioni, come quello razziale e in generale contro le discriminazioni. A trionfare è stata La forma dell’acqua – The Shape of Water, il film fantasy di Guillermo del Toro che ha vinto 4 premi tra cui come miglior film e miglior regia (in più, per scenografia e colonna sonora). Del Toro è il terzo regista messicano a trionfare agli Oscar, dopo i recenti successi di Alejandro González Iñárritu (per Birdman e per Revenenant – Redivivo, e fra l’altro premiato stanotte con un Oscar onorario per aver il cortometraggio in realtà virtuale Carne y Arena, exploit tecnologico ma anche messaggio politico sui connazionali inseguiti dalla polizia al confine con gli Usa) e di Alfonso Cuaron (per Gravity). Quello di Del Toro è un fantasy e una storia d’amore, ma è evidente il messaggio a favore di tutte le diversità. E se Tre manifesti a Ebbing, Missouri, il bellissimo film di Martin McDonagh, meritava di più (almeno il premio per la miglior sceneggiatura, anche se tra noi speravamo nel massimo premio, come da sondaggio interno alla nostra redazione postato sulla nostra pagina Facebook…), e non solo le statuette ai due attori Frances McDormand – che comunque interpretava una donna forte che tutti volevano esaltare, in un momento come quello che ha vissuto Hollywooode Sam Rockwell, altri premi possono essere inseriti nella corrente “ideale” (o ideologica), pur senza creare troppi scandali quanto a meriti (ben diverso lo “scippo” subito l’anno scorso da La La Land: quanto clamoroso, lo si capirà nel tempo).  Ovvero i due premi per le sceneggiature, quella originale al sorprendente horror Scappa – Get Out (davvero originale e anche intelligente, ma addirittura un Oscar…) e quella non originale per Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino, che ha messo in scena un amore omosessuale e che peraltro premia un “grande vecchio” del cinema come James Ivory che vince la sa prima statuetta (dopo tante candidature con i suoi film) alle soglie dei novant’anni. E forse anche la transgender di Una donna fantastica come miglior film straniero, diretto dal cileno Sebastian Lelio, e l’animazione “messicana” di Coco della Pixar rientrano nei messaggi politici che ci sono sempre, e sempre di più, agli Oscar.

Tra gli altri premi, non sorprende quello a Gary Oldman come miglior attore protagonista nei panni di Churchill in L’ora più buia, e quello altrettanto atteso a Alison Janney come migliore attrice non protagonista come mamma perfida in Tonya. E se tanti tifavano (tifavamo…) per Dunkirk, al film di Christopher Nolan sono arrivati comunque tre premi tecnici (montaggio, sonoro e montaggio sonoro), come due sono andati a Blade Runner 2049 (fotografia ed effetti speciali). Un altro gran film (Il filo nascosto) si accontenta dei migliori costumi, mentre altri due ottimi titoli come The Post e Lady Bird rimangono a mani vuote. Ma agli Oscar è impossibile premiare tutti quello che lo meriterebbero, e di opere valide ce ne erano davvero tante (senza contare quelle escluse ingiustamente, come La ruota delle meraviglie di Woody Allen). Il cinema non sta male come a volte lo si dipinge. Ma che la pensiamo così lo sapete già.

Antonio Autieri

 

TUTTI I PREMIATI AGLI OSCAR 2018

Miglior film: La forma dell’acqua – The Shape of Water di Guillermo del Toro
Miglior regia:
Guillermo del Toro per La forma dell’acqua – The Shape of Water
Miglior attore protagonista:
Gary Oldman in L’ora più buia
Miglior attrice protagonista:
Frances McDormand in Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Miglior attore non protagonista: Sam Rockwell in Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Miglior attrice non protagonista: Allison Janney in Tonya
Miglior sceneggiatura originale:
Scappa – Get Out (Jordan Peele)
Miglior sceneggiatura non originale:
Chiamami col tuo nome (James Ivory)
Miglior film straniero:
Una donna fantastica di Sebastian Lelio (Cile)
Miglior film d’animazione: Coco

Miglior montaggio: Dunkirk (Lee Smith)
Miglior scenografia: La forma dell’acqua – The Shape of Water (Production Design: Paul Denham Austerberry; Set Decoration: Shane Vieau e Jeff Melvin)
Miglior fotografia: Blade Runner 2049 (Roger Deakins)
Migliori costumi: Il filo nascosto (Mark Bridges)

Miglior trucco e acconciature: L’ora più buia (Kazuhiro Tsuji, David Malinowski e Lucy Sibbick)
Migliori effetti speciali: Blade Runner 2049 (John Nelson, Gerd Nefzer, Paul Lambert e Richard R. Hoover)
Miglior sonoro: Dunkirk (Mark Weingarten, Gregg Landaker e Gary A. Rizzo)
Miglior montaggio sonoro: Dunkirk (Richard King e Alex Gibson)

Miglior colonna sonora originale: La forma dell’acqua – The Shape of Water (Alexander Desplat)
Miglior canzone: “Remember Me” in Coco
Miglior documentario:
Icarus
Miglior corto documentario: Heaven is a Traffic Jam on the 405 (Frank Stiefel)
Miglior cortometraggio: The Silent Child (Chris Overton e Rachel Shenton)

Miglior cortometraggio d’animazione: Dear Basketball (Glen Keane and Kobe Bryant)

 

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Scrivo di cinema dal 1992. E dal 1994 dirigo giornali, giornalini, ora testate on line...