Nove lune e mezza

Nove lune e mezza

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Livia e Tina sono due sorelle: Tina vuole avere un figlio ma non può averne, Livia decide di portare avanti una gravidanza per lei creando complicazioni etragicomici imprevisti

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Livia (Claudia Gerini) è una violoncellista bella e sfrontata, che convive con Fabio (Giorgio Pasotti), osteopata dolce e carismatico; la sorella Tina (Michela Andreozzi) è un timido vigile urbano e ha come compagno Gianni (Lillo) un collega ordinario e intollerante. Livia non vuole avere figli, mentre Tina tenta da anni di rimanere incinta, senza risultato, allora Livia su consiglio del ginecologo decide di portare avanti una gravidanza per la sorella. Livia dovrà nascondere la pancia crescente, Tina invece simulare la gravidanza: questo scambio darà il via a una serie di tragicomiche conseguenze che coinvolgeranno tutta la famiglia e metteranno in crisi le due coppie.

Esordio alla regia dell’attrice e sceneggiatrice Michela Andreozzi con una commedia all’insegna del cosiddetto “impegno civile”. La Andreozzi mette molta carne al fuoco: utero in affitto, matrimonio, unioni civili per omosessuali, famiglia, salute, maternità, rapporto tra sorelle, adozione, emancipazione femminile… Molti temi decisamente attuali trattati in maniera più o meno schematica e macchiettistica. Se il film è interessante nel ritrarre la famiglia, il rapporto tra le sorelle e il rapporto delle due con i rispettivi compagni, è decisamente inadeguato e didascalico nel rappresentare la questione dell’utero in affitto, ed è una macchietta nel descrivere il ginecologo omosessuale e il suo compagno e la loro vita di coppia. Il film è quindi efficace quando si tratta di parlare di questioni “tradizionali”, ma deludente quando vuole essere progressista e “moderno”.

Se quindi Nove lune e mezza fallisce sul piano dell’impegno, invece funziona molto sul piano della commedia. Il film è molto divertente, più divertente delle media delle commedie italiane; la Andreozzi regista dimostra di avere una bella mano nel costruire le scene (la scena di apertura con un ritmo trascinante), nel gestire i tempi comici e numerosi personaggi in scena (la cavalcata finale all’ospedale, dove i personaggi si affollano). Altra nota molto positiva è il cast, su tutti troneggia Claudia Gerini vero capocomico della commedia italiana e ormai una delle stelle del nostro cinema; Michela Andreozzi come attrice funziona molto e crea un ottima coppia con la “sorella” Gerini, nelle loro scene c’è molta sintonia e il risultato è che ne escono dei personaggi ben delineati. Anche il resto del cast funziona abbastanza, su tutti Lillo come compagno di Tina che pensa solo al fantacalcio.

Ricapitolando: Nove lune e mezza come commedia vale la visione ed è divertente, come film “impegnato” e “progressista” è piuttosto patetico. Va visto come una commedia leggera e non bisogna chiedergli nulla di più.

Riccardo Copreni

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