Mon Roi – Il mio Re

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Un incidente è l’occasione, per la fragile Tony, per fermarsi a riflettere sulla sua storia con l’affascinante e inaffidabile Georgio

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Mon Roi – Il mio Re (Mon Roi)
Francia, 2015 – 130′
Genere: Drammatico
Regia di: Maïwenn Le Besco
Cast principale: Emmanuelle Bercot, Vincent Nemeth, Vincent Cassel, Romain Sandère, Ludovic Berthillo
Tematiche: amore, tradimento, gelosia, matrimonio
Target: da 18 anni

Un incidente è l’occasione, per la fragile Tony, per fermarsi a riflettere sulla sua storia con l’affascinante e inaffidabile Georgio.

Recensione

Un amore rievocato in flashback. Tony, donna che ha visto naufragare il matrimonio, cade mentre sta sciando e si rompe i legamenti del ginocchio. Alle terribili ferite fisiche si aggiungono quelle meno visibili, interiori, su cui la donna torna con la mente durante la rieducazione forzata in un centro specializzato, dove stringe amicizia con giovani compagni di sventura, con infortuni simili. Il tempo che la vita le regala, dopo tanto affannarsi, sembra la situazione ideale, ancorché dolorosa, per riflettere sul proprio passato. Quando lei, abile avvocato, si lasciò soggiogare dal fascino di Georgio.
Con lui, proprietario di ristorante, nasce per caso una storia una sera in discoteca. La loro passione è travolgente, inizialmente: lui è bello, seduttivo, capace di valorizzarla nonostante abbia avuto tante donne, anche molto più belle di lei. Il suo amore le regala stima di sé. Ma pian piano la relazione diventa intricata, anche a causa dello strano e morboso rapporto di Georgio con una modella sua ex fidanzata, entrata in grave crisi psicologica dopo la fine del loro amore. Soprattutto, l’uomo è inaffidabile, poco serio, bugiardo e forse traditore, capace di evitare problemi e discussioni con trucchi evidenti; ma Tony ci ricasca sempre, dopo litigate e rotture. E se un figlio sembra stabilizzare inizialmente la loro unione, ben presto la situazione diventa sempre più insostenibile.
Il cinema racconta da sempre storie di amori passionali e folli, che a un inizio idilliaco fa subentrare un inferno di urla, litigi, menzogne, ferite fisiche e psicologiche. Ma Maïwenn Le Besco – già regista di Polisse – ha una buona mano nel dirigere gli attori (lei stessa lo è): e pur con un tono urlato e sovraeccitato, “alla Muccino”, Mon roi è convincente soprattutto grazia all’adesione totalizzante dei due protagonisti, Emmanuelle Bercot (premiata come migliore attrice a Cannes 2015) e Vincent Cassel perfetto nella parte dell’uomo egoista e superficiale, che fa del male alla sua donna senza accorgersene; anche se a modo suo, la ama sinceramente e vuol sempre ricominciare da capo. Anche disintossicandosi dalla droga (ma è incredibile quando dice di non sapere chi è una ragazza nel suo letto…). Se il parallelo con la rieducazione fisica è un po’ forzato e allunga inutilmente i tempi – anche perché non ci si riesce ad appassionare agli altri pazienti in rieducazione – la storia di Tony e Georgio ci prende con una catena di azioni e reazioni incomprensibili. Che fanno soffrire lo spettatore quanto la protagonista. Fino a un finale in cui i ruoli si ribaltano e l’amore si è ormai trasformato in incolmabile distanza.

Antonio Autieri

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