Mister Felicità

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Mister felicità 2

Un mental coach improvvisato cerca di rilanciare la carriera di una bella campionessa di pattinaggio

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Alessandro Siani torna alla regia con Mister Felicità, terza prova dietro la macchina da presa per l’attore e regista napoletano dopo Il principe abusivo (2013) e Si accettano miracoli (2015). Uscito a Capodanno era il film italiano più atteso di queste settimane. Ma non tutto, in questo film, funziona a dovere.
Martino (Siani) è un giovane napoletano indolente e disilluso, vive in Svizzera dalla sorella Caterina (Cristiana Dell’Anna). Un infortunio costringe all’immobilità la giovane sorella che ha bisogno di 20mila euro per sostenere costose cure. A Martino non resta che lavorare al posto di Caterina come uomo delle pulizie presso il dottor  Guglielmo Gioia (Diego Abatantuono), un mental coach specializzato nello spronare le persone attraverso il pensiero positivo e l’azione. Durante un’assenza del dottor Gioia, Martino ne approfitta per fingersi il suo assistente. Uno dei suoi primi pazienti è la famosissima campionessa di pattinaggio Arianna Croft (Elena Cucci) che, dopo una brutta caduta sul ghiaccio, ha perso completamente fiducia in se stessa e amore per il proprio sport, ed è anche tormentata dalla madre (Carla Signoris) che le fa da manager. I campionati europei di pattinaggio, però, sono alle porte: ce la farà Martino, a far tornare Arianna la campionessa che era?
Questo film conferma che Alessandro Siani è più attore comico di talento che abile regista e sceneggiatore (anche se in Mister Felicità, così come ne Il principe abusivo, la storia è stata scritta a quattro mani con Fabio Bonifacci). Lo abbiamo ammirato negli anni scorsi recitare e dare valore aggiunto a film quali Benvenuti al Sud, Benvenuti al Nord e La peggior settimana della mia vita. Come regista, però, sembra andare un po’ con il freno a mano tirato e la sua verve si disperde. In tutte e tre le prove, a una prima parte più comica, segue una seconda che è più una commedia sentimentale a volte stucchevole e patinata. La sceneggiatura Mister Felicità manca di originalità; lo svolgimento della storia è ampiamente prevedibile; anche le battute o le situazioni, si ha l’impressione di averle già viste in altre occasioni. Anche se la produzione è curata e il film – ed è un merito – non cade mai nella volgarità, non sfrutta appieno la bravura di Diego Abatantuono e Carla Signoris anche se i migliori momenti del film sono quelli in cui Abatantuono e Siani si trovano insieme (il confronto sulla dieta all’ananas è il momento più divertente del film).
Peccato. Da Siani ci si attendeva un cambio di marcia che non c’è stato.
Stefano Radice

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