Mammuth

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Il viaggio del “Mammuth” Serge, bizzarro neopensionato verso la riscoperta di una vita ricca di gusto.

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Road movie dal sapore agrodolce, con un inedito Gerard Depardieu nei panni del “Mammuth” Serge, un omone grasso e tonto con una moglie del tutto simile a lui. Serge avrebbe l’età per andare in pensione, ma per farlo deve ottenere la documentazione di tutti i lavori da lui svolti in una vita. Si rimette così in sella della sua vecchia moto (una Mammuth del ’73, appunto) e attraversa mezza Francia, collezionando una delusione dietro l’altra. Potremmo dunque aspettarci un tranquillo film di denuncia sociale (come molti hanno scritto) e mai saremmo così lontani dal reale intento della pellicola. Il viaggio di Serge è infatti una sorta di “Alice nel paese delle meraviglie”, ricco di incontri con personaggi sempre più grotteschi, che lo aiuteranno in un modo o nell’altro a fargli riscoprire il gusto per la vita e la ricchezza degli affetti che lo circondano. Se però da una parte alcune di queste maschere appaiono azzeccate (spunto anche per piccole gag che ben ritmano il film), dall’altra ne troveremo un paio di cui francamente si fatica a trovare il senso, come nel caso di un cugino di Serge, protagonista di una breve e ingiustificata sequenza di autoerotismo di coppia. Una contraddizione che anima anche la nipote di Serge, che se in un certo senso dimostra molto affetto al Mammuth, dall’altra sfiorerà l’assurdo volendo giacere incestuosamente con lui. A parte queste cadute, il film si rende interessante e a tratti commovente, ben filmato dalla coppia di registi Benoit Delèpine e Gustav de Kerven (già coautori in Louise Michel), bravi nel condire la pellicola con inquadrature fantasiose e citazioni da Godard. ,Si è parlato in apertura di un inedito Gerard Depardieu: varrebbe la pena di vedere il film solo per gustarcelo in questi panni, con una pancia senza fine e due code di lunghi capelli biondi a cornice di quel rosso nasone alla Cirano: uno spasso.,Andrea Puglia ,

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